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Il “disturbo della comprensione del testo” rientra nei DSA?

Vorrei chiederle se il “disturbo della comprensione del testo” rientra nei DSA tutelati dalla legge 170, oppure se è da considerarsi in un’ottica BES. So che la questione è dibattuta (anche relativamente alla Consensus Conference). Nel mio caso esso non è conseguente ad una difficoltà di decodifica del testo/lettura (dislessia). 

I DSA sono solo i quattro riconosciuti esplicitamente dalla L. 170/10.
La tendenza spesso è quella di considerare la comprensione del testo all’interno della dislessia.
Copio il punto 2.15 dell’illuminante testo dell’ordine degli psicologi “I DSA e gli altri BES” .

2.15 Esiste il disturbo specifico della comprensione del testo?
No, non esiste un codice diagnostico specifico per il disturbo della comprensione del testo, che riguarda l’abilità di cogliere efficacemente il significato di un testo letto. Ad oggi i manuali nosografici di riferimento (ICD-10 e DSM 5) permettono di utilizzare l’etichetta diagnostica della dislessia in caso di compromissione della comprensione, anche in assenza di disturbo della lettura.
Nell’ICD-10 al codice F81.0 «Disturbo specifico della lettura» si legge che « vi possono anche essere deficit della comprensione della lettura, evidenziati da: a) un’incapacità di ricordare le cose lette; b) un’incapacità di trarre conclusioni o inferenze dal materiale letto; c) l’uso di conoscenze di carattere generale piuttosto che dell’informazione derivante dalla lettura, nel rispondere a quesiti su una storia letta».
Nel DSM 5 i Disturbi Specifici dell’Apprendimento fanno capo ad un’unica categoria diagnostica (codice 315), che comprende anche le difficoltà di comprensione del testo scritto.
In Italia i componenti del PARCC (Panel di Aggiornamento e Revisione della Consensus Conference, 2011) hanno espresso pareri discordanti. Infatti, nella risposta al Quesito A8 al punto A si afferma che: «Per quanto riguarda il disturbo della comprensione del testo scritto, i componenti del PARCC non si sono trovati concordi nell’assumere una posizione favorevole o contraria all’individuazione di una categoria diagnostica aggiuntiva e indipendente nell’ambito dei DSA.
Si conferma dunque l’opportunità di attendere più chiare indicazioni della sua indipendenza funzionale rispetto ad altri disturbi (deficit nella decodifica, nella comprensione verbale, nelle funzioni attentive ed esecutive, nelle abilità intellettive generali, problematiche di tipo emotivo)».

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