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Le mappe sono incompatibili con la programmazione curricolare?

Chiedo lumi per una situazione di contrasto tra educatrice e docente di sostegno. L’alunno, con problemi di sordità, verbale e nessun ritardo, ha sempre studiato con le mappe concettuali. Il collega sostiene che avendo la programmazione con obiettivi minimi, non si possono usare le mappe perché si tratta di programma ministeriale. Lo ha ribadito davanti al Ds e davanti ai genitori, che ovviamente sono in totale disaccordo. C’è un eventuale riferimento normativo?

Le mappe sono strumenti compensativi e rientrano tra le modalità di valutazione, ben distinte dai contenuti della valutazione.

Le modalità di valutazione vanno definite nel PEI e non hanno nulla a che vedere con i contenuti da valutare. L’argomento è stato chiarito nelle linee guida del nuovo PEI pag. 36/37 dove sono citati, come esempio, anche gli strumenti compensativi.

Le modalità di verifica devono fondarsi su un criterio di equità, affinché la valutazione globale degli apprendimenti disciplinari non sia compromessa da eventuali barriere legate a metodi e strumenti inadeguati.

Le personalizzazioni da mettere in atto per la somministrazione e lo svolgimento delle prove di verifica, dovrebbero garantire, in primo luogo, l’accessibilità e la fruibilità – specie se prevedono attività legate alla letto-scrittura, aspetto che rientra nella progettazione del contesto inclusivo – e dovrebbero ricomprendere modalità piuttosto comuni quali:

– l’uso di strumenti compensativi, nel senso più ampio del termine e comprendendo quindi tutto quello che può servire per ridurre le difficoltà esecutive di vario tipo connesse alla disabilità, comprese quelle di memorizzazione, organizzazione ed espressione dei contenuti e delle competenze da verificare;

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