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Mi obbligano a ritirare prima mio figlio, ma senza nulla di scritto

Sono due mesi o più che chiedo alla scuola copia del PEI e copia dei verbali del GLO. Tutt’oggi ancora mi dicono che la segreteria non ha niente e stanno aspettando che le insegnanti firmino. Li ho chiesti più volte sia telefonicamente che via email ma la risposta sempre la stessa.
In più mi hanno obbligata (dopo il GLO) a prendere mio figlio prima da scuola (perché secondo loro non riesce a reggere il tempo pieno) senza neanche fare un uscita scritta certificata e firmata quindi mi ritrovo ogni giorno a prenderlo e firmare come se questa fosse scelta mia (anche perché il mio bimbo va volentieri a scuola).
È normale tutto questo?
Cosa potrei fare in più oltre che chiedere spiegazioni (cosa già fatta)?

È grave che la scuola si arroghi il diritto di ridurre la frequenza scolastica di un alunno senza prendersi la responsabilità di mettere nulla per iscritto: né PEI, né verbale, né riduzione d’orario. Tutto a voce, e gli unici che devono firmare sono i genitori chiedendo l’autorizzazione di far uscire prima il bambino, come fosse una richiesta loro. Siamo al colmo dell’ipocrisia e dell’arroganza burocratica da parte di chi è convinto di poter fare sempre quello che vuole, infischiandosene dei diritti dei cittadini utenti.

Sanno benissimo che non possono obbligarla a ritirare il bambino prima, tant’è che ufficialmente risulta che tutto avviene su sua richiesta.

Quello che consiglio di fare, per prima cosa, è porre fine a questo teatrino comunicando, in modo gentile ma determinato, che senza nessun atto scritto della scuola non andrà più a prendere il bambino in anticipo. Anche lei farà tutto a voce, come loro, ma quando il bambino comincerà a rimanere a scuola vedrà che qualcosa si smuove… Anche per quanto riguarda PEI e verbale, si spera.

Avere copia della relazione dell’insegnante di sostegno

Ho chiesto alla scuola la relazione scritta dalla professoressa di sostegno, mi hanno detto che non possono darmela. È vero?

No, non è vero.

I casi in cui l’amministrazione può rifiutare l’accesso ai documenti sono definiti nel DLGS 97 del 2016, art. 6 c. 2. Nessuno rientra nel suo caso.

La relazione è di sicuro un Atto amministrativo della pubblica amministrazione e lei, come genitore, può avere benissimo i sui motivi per essere interessata ad averla.

Se l’insegnante di sostegno insegna su più classi e nella sua relazione parla anche di altri alunni, non solo di suo figlio, la scuola può fornirle una versione senza queste parti.

Presenti una domanda formale. Eventuale risposta negativa deve essere scritta e motivata.

Copie delle verifiche.

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Si possono chiedere copie delle verifiche? È vero che è discrezione degli insegnanti consentirne la visione ai genitori?

La scuola non è obbligata a consegnare regolarmente a tutti genitori, per presa visione, le verifiche corrette e valutate, ma questo non significa che i genitori che vogliono vederle non lo possano fare: le verifiche scolastiche sono anch’esse atti amministrativi, soggette ai principi di trasparenza, e a fronte di una richiesta le copie devono essere fornite. 

Se proprio serve si fa richiesta formale di accesso agli atti in segreteria ma si spera che la scuola abbia il buon senso di seguire modalità informali, con richiesta semplice anche a voce, come raccomandato dalla normativa.

In caso di Disabilità o DSA è opportuno, qualora si presentino resistenze di questo tipo, inserire espressamente la possibilità di visionare le verifiche nel PE I o PDP, tra le modalità di collaborazione scuola-famiglia.

Avere copia dei documenti in fase preparatoria.

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I genitori possono avere copia di questi documenti mentre sono ancora nella fase preparatoria, allo stato di bozze e senza le firme?

Il documento allo stato di bozza non è ancora “atto amministrativo” per cui non si applicano le norme sul diritto di accesso. 

In base al DM 182/20 art. 4 c. 9 i membri del GLO, genitori compresi, “hanno accesso al PEI discusso e approvato, nonché ai verbali”. Senza dubbio quindi durante l’incontro possono avere a disposizione il testo del PEI proposto.

Poter consultare, in anticipo e con calma, la bozza proposta dalla scuola può essere una modalità efficace per ottimizzare i tempi dedicati all’incontro, ma non è obbligatorio. Se la scuola rifiuta dovrà necessariamente programmare gli incontri del GLO prevedendo tempi adeguati a una corretta presa visione dei testi in discussione.

Anche in caso di DSA, pur non essendo previsto un incontro formale come il GLO, la normativa prevede al momento della redazione del PDP una fase di “raccordo” con la famiglia (Linee Guida MIUR sui DSA del 2011, par. 3.1) e di sicuro non è corretto sottoporre ai genitori dei documenti definitivi senza averli prima consultati.

La scuola può negare l’accesso per motivi di privacy?

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La scuola può negare l’accesso dicendo che sono documenti protetti dalla legge sulla privacy?

La norma sulla privacy proibisce alla scuola di diffondere informazioni sensibili, come quelle sulla salute, ed ha lo scopo di tutelare il cittadino, non certo di ostacolarlo.

Le informazioni sulla salute contenute nel PEI sono ben note ai genitori dell’alunno con disabilità visto che sono essi stessi che le hanno consegnate a scuola. 

Motivare il rifiuto in base a motivazioni di questo tipo è scorretto e pretestuoso.

Avere una copia di PEI, PDP e verbali.

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I genitori possono avere una copia di PEI, PDP, verbali o altri documenti che riguardano l’inclusione scolastica del loro figlio?

Certamente i genitori possono chiedere alla scuola di avere copia dei documenti ed è loro diritto riceverle. È una norma generale: il cittadino ha diritto ad accedere agli atti amministrativi di suo interesse e ad averne copia pagando solo le spese di duplicazione (L. 241/90). La norma è stata rafforzata dal Decreto Legislativo 25 maggio 2016, n. 97 che introduce i principi del cosiddetto FOIA – Freedom of Information Act per cui il cittadino può visionare praticamente tutti gli atti amministrativi.

Quando l’interesse del cittadino è evidente e non è previsto l’uso del documento a livello giudiziario, la normativa raccomanda l’accesso per via informale, con domanda diretta, anche verbale, e immediata consegna dei documenti.

Parlando di alunni con disabilità a scuola, il principio viene ribadito nelle Linee Guida MIUR per l’integrazione scolastica del 2009 dove, a pag. 19, si legge: «la documentazione relativa all’alunno con disabilità deve essere sempre disponibile per la famiglia e consegnata dall’istituzione scolastica quando richiesta».

I genitori fanno parte del GLO e come tali “hanno accesso al PEI discusso e approvato, nonché ai verbali” DM 182/20 art. 4 c. 9.