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Codice sostitutivo personale

Sul frontespizio dei nuovi modelli di pei, sotto la voce bambino/a, c’è uno spazio dove inserire il codice sostitutivo personale. Quale codice bisogna inserire in tale spazio?

È un codice alfanumerico deciso dalla scuola che si può usare per produrre delle versioni anonime del PEI, senza nomi e altri riferimenti personali, per avere copie di lavoro duplicabili e conservabili con maggiore libertà. Non è obbligatorio metterlo.

Può essere che nella versione digitale del PEI venga fornito automaticamente.

Se si pensa di avvalersene, solo la versione ufficiale del PEI, quella con le firme, sarà completa, mentre le eventuali copie saranno identificate solo attraverso questo codice.

Avere copia della relazione dell’insegnante di sostegno

Ho chiesto alla scuola la relazione scritta dalla professoressa di sostegno, mi hanno detto che non possono darmela. È vero?

No, non è vero.

I casi in cui l’amministrazione può rifiutare l’accesso ai documenti sono definiti nel DLGS 97 del 2016, art. 6 c. 2. Nessuno rientra nel suo caso.

La relazione è di sicuro un Atto amministrativo della pubblica amministrazione e lei, come genitore, può avere benissimo i sui motivi per essere interessata ad averla.

Se l’insegnante di sostegno insegna su più classi e nella sua relazione parla anche di altri alunni, non solo di suo figlio, la scuola può fornirle una versione senza queste parti.

Presenti una domanda formale. Eventuale risposta negativa deve essere scritta e motivata.

Sul trasferimento del Piano Didattico Personalizzato da una scuola all’altra

Da5

Se un alunno con PDP, con o senza diagnosi, cambia scuola si è tenuti a inviare alla scuola di destinazione la  documentazione relativa alla personalizzazione avviata, compreso il PDP stesso?

I documenti che contengono dati sensibili (e di sicuro le certificazioni nonché il PEI e il PDP che riportano informazioni sulla salute lo sono) non possono passare da una scuola ad un’altra senza esplicita autorizzazione dei genitori. La famiglia li ha consegnati a una specifica istituzione scolastica, non a tutte le scuole d’Italia. La scuola che li riceve è responsabile della loro corretta conservazione e non può diffonderli in nessun modo (DL 196/03).

Se la famiglia non autorizza, la scuola di uscita consegnerà i documenti ai genitori, eventualmente suggerendo, nell’interesse del ragazzo, di farli avere alla nuova scuola. Di più non può fare.

Si può discutere sulla riservatezza di un PDP che non si basa su diagnosi clinica e che, in teoria, dovrebbe contenere solo valutazioni didattiche e pedagogiche, che non rientrano tra i dati sensibili. Ma ricordiamo che è un documento che ha valore solo per l’anno scolastico in corso (nota MIUR 22/11/13) e che va necessariamente firmato dalla famiglia (CM 8/13): suggeriamo di chiedere sempre l’autorizzazione ai genitori anche in questi casi.

L’azienda che ospita il PCTO va informata sulla disabilità dello studente?

Hj7

Scuola secondaria di secondo grado, terzo anno: studente con pei equipollente che farà esperienza di PCTO. Mi chiedevo se è corretto che la scuola informi l’azienda circa la disabilità dello studente o se è necessario tutelarne la privacy.

La privacy va sempre tutelata.

L’informazione sulla disabilità va data all’azienda solo nel caso sia necessaria per organizzare adeguatamente l’attività prevista, e nei limiti strettamente necessari a questo scopo.
È raccomandato decidere cosa dire, e come dirlo, sentendo la famiglia e il ragazzo stesso. Anche privacy

Devo chiedere l’autorizzazione a tutti i genitori per usare le foto dei compagni?

Gj9

Il bambino che seguo ha molte difficoltà a riconoscere i compagni, per questo volevo fare delle foto ai compagni per lavorare con lui sul loro riconoscimento, magari incollandole anche sulle copertine del quaderno di italiano in modo che lui possa consegnare i quaderni.
Le foto sarebbero usate solo internamente alla scuola.
C’è qualche problema di privacy? Devo chiedere l’autorizzazione a tutti i genitori della classe?

È un uso didattico assolutamente lecito. L’autorizzazione dei genitori sarebbe necessaria se le immagini venissero diffuse o utilizzate al di fuori della scuola, ma in questo caso non serve. Eviti anzi di chiederla perché sottintende il diritto di opporsi ed è difficile spiegare poi che si può fare lo stesso.

Se incontra difficoltà scarichi l’opuscoletto del garante per la protezione dei dati personali “La scuola a prova di privacy” che contiene varie indicazioni di buon senso su questo tema.

Registrare le lezioni si può

Vorrei sapere se è possibile registrare le lezioni alle superiori perché mi hanno risposto che, per via della privacy, non è possibile.

Il garante delle privacy dice anche che “In ogni caso deve essere sempre garantito il diritto degli studenti con diagnosi DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) o altre specifiche patologie di utilizzare tutti gli strumenti compensativi (come il registratore) di volta in volta previsti nei piani didattici personalizzati che li riguardano”.

Vietando l’uso di questi strumenti la scuola commette un abuso. Faccia leggere agli insegnanti la pag. 21 dell’opuscolo “La scuola a prova di privacy“.

Privacy e Registro Elettronico

Ej7

Sono insegnante di sostegno in una secondaria di I grado. Quest’anno sono in servizio in un nuovo istituto e a settembre avevo chiesto ai colleghi di sostegno quale fosse la prassi col registro dal momento che, io e altre colleghe “nuove” nell’istituto, eravamo abituate a riportare le attività svolte soltanto nel registro personale e non in quello di classe per rispettare la privacy dei nostri alunni, soprattutto da quando è in uso il registro elettronico consultabile da tutte le famiglie. Sul momento eravamo d’accordo di procedere in questo modo, o per lo meno, così avevo capito. Oggi scopriamo che in realtà la preside ha richiesto che anche i docenti di sostegno annotino le attività svolte sul registro di classe (ovviamente elettronico e visibile a tutti). Chiaramente, se si lavora con programmazione di classe o simile, nessun problema, anche se si ripete due volte la stessa cosa, ma negli altri casi? E’ davvero necessario riportare tutto sul registro di classe o sarebbe una violazione della privacy degli alunni disabili far conoscere anche al di fuori della classe le attività che svolgono col docente di sostegno?

La privacy va rispettata in ogni caso e nessuna informazione sulla disabilità, neppure indiretta, può essere inserita in uno spazio consultabile da persone non autorizzate, come certamente lo sono gli altri genitori. In caso di violazione della norma, la responsabilità è prima di tutto di chi immette materialmente le informazioni, poi del dirigente.

Discutete, tra di voi e con la DS, su come si può risolvere il problema. Perché di sicuro si può risolvere. Può essere anche l’occasione per cercare di far convergere il più possibile le attività dell’alunno con disabilità e quelle dei compagni. Ricordo che si chiama “registro di classe” perché la classe è unica e deve rimanere unica anche se alcune attività si svolgono in contesti diversi. Non è il registro degli insegnanti della classe, dove ciascuno inserisce quello che fa. Quello esiste, ma è un’altra cosa

Accompagnare i voti con annotazioni sulla personalizzazione.

Gj6

Nella mia scuola (secondaria 1grado) c’è qualche insegnante che sostiene che nel momento dell’assegnazione del voto nelle verifiche scritte agli alunni Dsa e Bes, vorrebbero scrivere anche una voce del tipo: valutato per obiettivi minimi. Io non sono d’accordo con questa scelta, oltre che per motivi di privacy, anche di motivazione, autostima, ecc. Le chiedo quindi: va fatto o no? Ci sono riferimenti normativi in merito che posso portare a sostegno della mia idea?

È scorretto per vari motivi.

È un riferimento a un disturbo clinico e questo viola la Legge sulla privacy sui dati sensibili inerenti la salute, che la scuola può conservare ma mai divulgare, neppure indirettamente;

È ingiusto perché nella valutazione questi alunni, in base alla normativa, possono usare strategie compensative che hanno lo scopo di consentire loro di essere valutato equamente e non rappresentano una facilitazione; Se l’alunno con DSA o BES ha raggiunto gli obiettivi minimi previsti per la classe, si è guadagnato la sua sufficienza e prenderà un 6. Un vero “6” e non è giusto sminuire i suoi risultati.

Esplicitare in pagella se un bambino ha PEI o PDP

Gj5

Nella mia scuola primaria il DS chiede di esplicitare in pagella se un bambino ha PEI o PDP. Credo ci sia violazione della privacy, ma a quale norma posso fare riferimento?

Confermo: è violazione della privacy. Anche grave.

Neppure nel diploma dell’esame di stato va inserita un’annotazione del genere (DL 62/17 art. 11 c. 15), tanto meno nelle pagelle.

Si può fare solo nel secondo ciclo in caso di disabilità e PEI con programmazione non equipollente.

La scheda di valutazione è un atto amministrativo, non una comunicazione personale della scuola alla famiglia, e non può assolutamente contenere informazioni sulla salute (dati sensili) se non nei casi esplicitamente autorizzati dalla normativa.

Non permettere ai docenti di fotocopiare le certificazioni.

Gj4

Per il discorso privacy è giusto non permettere ai docenti di fotocopiare i documenti relativi agli alunni (diagnosi)? Oppure si potrebbe adottando determinati accorgimenti?

Sì, è corretto. Sono documenti che contengono dati sensibili e la scuola può conservarli, con le dovute cautele, ma non diffonderli o duplicarli. Un documento fotocopiato dovrebbe essere conservato con le stessa cautele dell’originale.

Gli accorgimenti possibili sono due: estrarre copie anonime, senza nessun riferimento neppure indiretto ai titolari, oppure digitalizzare i documenti e caricarli in una piattaforma sicura che garantisce l’accesso solo a chi ne ha diritto. Di solito i registri elettronici, se ben configurati, hanno queste caratteristiche, ma bisogna verificare.

Convocazione GLO e privacy

Gj3

Stiamo calendarizzando i GLO per ogni studente (ottobre e maggio). Volevamo inserire le date nel piano delle attività. Tuttavia visto che i GLO si riuniscono per ogni studente con disabilità e in una stessa classe ci possono essere più studenti con PEI come possiamo tutelare la loro privacy e dare allo stesso tempo una comunicazione chiara agli insegnanti?

I GLO sono costituiti per definire il PEI dei singoli alunni con disabilità: non c’è rischio di violare la privacy perché ogni alunno ha il suo GLO e vi partecipano solo i suoi genitori e gli specialisti che interagiscono con lui.

Se in una classe ci sono due alunni con disabilità, vanno convocati due distinti GLO.

Verbale Legge 104/92 senza omissis

Gj2

Dalla segreteria della scuola mi hanno chiesto il verbale 104/92 di mio figlio senza omissis. Noi avevamo consegnato quello con omissis lo scorso anno perché vorremmo mantenere la privacy sulla patologia.

La scuola è tenuta a rispettare rigorosamente la privacy rispetto a tutte le informazioni che custodisce ma per esigenze amministrative, e non solo, ha bisogno di documenti completi.

Solo le iniziali o nome intero?

Gj1

Per quanto riguarda il nome del minore su compilazione pei.
Io ho sempre inserito solo le iniziali di cognome e nome per la privacy in quanto mi è sempre stato detto di fare così e oltretutto lo ritenevo giusto. Quest’ anno mi è stato detto di mettere il nome per intero.

Nel documento ufficiale, quello regolarmente firmato, vanno messi i nomi per esteso, altrimenti non avrebbe valore.

Poiché contiene dati sensibili e non è possibile fare fotocopie per gli insegnanti, in certi casi si ritiene utile estrarre delle versioni anonime, da poter conservare privatamente e consultare quando serve. In queste copie si omettono o si cancellano tutti i riferimenti diretti alle persone (nome dell’alunno, classe, nomi dei genitori…) aggiungendo, se ritenuto necessario, un codice identificativo (lettere e/o numeri) scelto a piacere, registrato assieme al nome vero in un documento a parte.

In un contesto ristretto come una scuola, usare le iniziali anziché cognome e nome per intero non garantisce l’anonimato perché il titolare sarebbero troppo facilmente identificabile.

Se l’alunna non si presenta all’esame, cosa scrivere nel verbale e nel tabellone?

If7

Alunna con disabilità, ammessa all’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo (terza media), che però non si è presentata all’orale per motivazioni comunicate dalla famiglia. Nel verbale dell’esame può essere indicata regolarmente tra i licenziati, con la sola annotazione che riceve attestato di credito formativo (Dl. 62/2017)? Cosa si scrive nel tabellone?

Licenziato significa che ha conseguito il diploma. Nel verbale, dove non ci sono vincoli di privacy, si scrive che non ha sostenuto l’esame e ha quindi conseguito l’attestato. Nei tabelloni non deve risultare nessuna indicazione, neppure indiretta che possa fare riferimento alla disabilità. Si può scrivere “assente”, ma forse la via più semplice è quella di pubblicare solo i nomi dei candidati che hanno sostenuto l’esame.

La scuola può negare l’accesso per motivi di privacy?

Gi2

La scuola può negare l’accesso dicendo che sono documenti protetti dalla legge sulla privacy?

La norma sulla privacy proibisce alla scuola di diffondere informazioni sensibili, come quelle sulla salute, ed ha lo scopo di tutelare il cittadino, non certo di ostacolarlo.

Le informazioni sulla salute contenute nel PEI sono ben note ai genitori dell’alunno con disabilità visto che sono essi stessi che le hanno consegnate a scuola. 

Motivare il rifiuto in base a motivazioni di questo tipo è scorretto e pretestuoso.