Archivi

40 giorni di sospensione per uno studente ADHD e DOP.

Studente ADHD e DOP in prima superiore.
Nel corso di quest’anno ha accumulato quasi 40 giorni di sospensione, la scuola dice che può ancora recuperare e che non è automatica la bocciatura, è così?
L’ultima sospensione, di 15 giorni, è stata comunicata ai genitori nel corso di una riunione con la presenza del consiglio di classe al completo ma anche con i rappresentanti dei ragazzi e dei genitori e si è parlato della diagnosi e dei comportamenti del ragazzo…non è violazione della privacy?

Non entro in merito sull’opportunità della sospensione a uno studente con ADHD e DOP perché mancano troppe informazioni.

Rispetto alla validità dell’anno scolastico, bisognerebbe intanto vedere come sono stati considerati i 40 giorni di sospensione. Di solito in questi casi sono previste attività alternative per cui le giornate di punizione non dovrebbero essere considerate assenze. È un elemento da verificare.

A parte questo, se non ci sono altre assenze con 40 giorni siamo sotto il limite del 25% e l’anno scolastico non è compromesso; ma, anche se si superasse il limite, la scuola potrebbe rimediare in qualche modo. Penso si intendesse questo dicendo che la bocciatura non è automatica.

40 giorni sono tanti: se si supera il limite di 15 la competenza non è più del consiglio di classe, e si applicano procedure diverse. DPR 235 del 2007, Statuto degli studenti. Il fatto che derivino da punizioni distinte non cambia la situazione complessiva e anche questo sarebbe un aspetto da approfondire, se si crede.

Rispetto alla questione privacy: le sospensioni fino a 15 giorni sono decide dal consiglio di classe al completo, compresi genitori e studenti.

Secondo il DPR citato la punizione deve tener conto della situazione personale dello studente (art. 1 c. 5) ed è evidentemente impossibile farlo senza accennare in questo caso al suo disturbo per cui, o si viola lo Statuto degli studenti, o si viola la legge sulla privacy.

Sospensione ad alunno certificato per problemi comportamentali

Si può applicare in un regolamento di Istituto per un disabile un provvedimento disciplinare come se fosse normodotato?
Mi spiego meglio mio figlio senza nessun motivo aggredisce un suo compagno il suo insegnante era distante per fermarlo lo ha preso dal collo quando mi è stato riferito dalla insegnante mi ha detto che non ha preso provvedimento perché ha subito chiesto scusa, invece io ho chiesto dove era lui a che distanza ?
Perché ci sono state altre situazioni senza contatto fisico lui mi risponde mi denunci,
Ho mandato una PEC alla DS chiedendo allontanamento mi risponde con un CDC dove mio figlio doveva commutare 2 giorni di sospensione con svuotamento di cestini dopo la ricreazione con il collaboratore scolastico ovviamente io non ho accettato è ho accolto la sospensione devo dire che un suo compagno anche lui disabile articolo 3 comma 1 è stato sospeso con obbligo di frequenza per diffusione di video, per me è discriminatorio tutto ciò perché se accettavo la tecnica di protezione andava tutto bene ma la cosa assurda è che sia valutato il suo comportamento come a tutti gli altri quando invece è certificato il suo problema

In base al DPR 235 del 2007, art. 1 c. 5, le punizioni disciplinari devono tener conto della situazione personale dello studente ma nessuna norma ovviamente dice che quelli con disabilità, in quanto tali, sono autorizzati a non rispettare il regolamento di istituto.

Serve buon senso educativo, come sempre. E in caso di disturbi di comportamento certificati, ancora di più.

Bisognerebbe far di tutto per evitare i conflitti tra scuola e famiglia su questi temi perché, se il ragazzo li avverte, i pochi e incerti effetti positivi che possono avere le punizioni disciplinari vengono compromessi di sicuro.

Bambini terribili alla primaria: si possono sospendere?

Ij5

In classe di mio figlio 4 elementare ci sono elementi di disturbo. Ma non di poco. Le maestre hanno provato con note, richiami ai genitori e da ultimo compiti punitivi a tutta la classe. Purtroppo senza risultato alcuno, anzi negli ultimi tempi le cose sono notevolmente peggiorate. I bambini in questione sono offensivi oltre ogni decenza e decoro nei confronti dei compagni e maestre. È intervenuta anche la preside. La mia domanda è questa: possono dare compiti punitivi a tutta la classe? Come possono procedere per cercare di migliorare la situazione? Sono possibili sospensioni? O addirittura la bocciatura?

Se gli insegnanti sono arrivati al punto di dare compiti punitivi a tutta la classe (ingiusti, inutili, inefficaci, controproducenti… e potrei continuare) significa che sono in grande difficoltà e vanno aiutati. Mai colpevolizzati.

Come è intervenuta la preside? Se facendo una bella sgridata alla classe, e poi andandosene, non serve ovviamente a nulla. Serve un intervento educativo serio, su più fronti: formazione, consulenza, supporti esterni, progetti “veri”…

Alla primaria non sono possibili sospensioni e si può parlare di bocciatura solo in casi veramente eccezionali.

I procedimenti disciplinari a scuola sono regolati dal DPR 235 del 2007 (Statuto delle studentesse e degli studenti) che si applica però solo alla secondaria.

Soprattutto bisogna riflettere sull’efficacia educativa di questi interventi. Dopo la sospensione il bambino torna inevitabilmente a scuola e il problema si ripresenta tale e quale, forse anche aggravato se la sospensione ha comportato di fatto per il bambino alcuni giorni di piacevole vacanza e un’ulteriore frattura con la famiglia.

Chiedere alla famiglia di un bimbo particolarmente violento di non portarlo più a scuola

Ij4

Può la scuola, per motivi di sicurezza, chiedere alla famiglia di un bimbo particolarmente violento di non portarlo più a scuola fino al 10 giugno, visto che la situazione, già critica da settembre, ora è diventata drammatica? Il bimbo è in carico all’Asl e non ha finito osservazione ed è in prima (primaria).

Le disposizioni sulle punizioni disciplinari non valgono per la primaria, per cui l’alunno non può essere sospeso dalle lezioni.

Chiedere alla famiglia di tenerlo a casa è un invito all’auto-sospensione, di legittimità molto dubbia. Se la famiglia si rifiuta, la scuola non può fare nulla. Per non parlare dell’efficacia educativa: l’alunno che si è comportato male viene premiato iniziando le vacanze alcune settimane prima degli altri.

Il problema va affrontato unendo le forze, con Comune e ASL. La scuola dovrebbe mettere in gioco tutte le risorse che ha, partendo dall’organico del potenziamento.

A un’emergenza educativa si risponde in modo adeguato.

Punizioni per alunno irrequieto

Hi9

Bambino iperattivo alla scuola primaria: può un insegnante metterlo continuamente fuori dalla porta, con il suo banco, perché disturba? Può fargli saltare la ricreazione e l’ora di ginnastica? Mi servirebbe qualche riferimento normativo.

Le punizioni a scuola, se ben gestite, possono avere un ruolo educativo ma non devono mai diventare abituali e continue altrimenti da un lato perdono la loro efficacia (se mai l’hanno avuta), dall’altro si rischia in questo modo di compromettere il diritto all’istruzione: l’ora di attività motoria in palestra è “scuola” non divertimento, la pausa di ricreazione è indispensabile a tutti i bambini tanto più a un bambino iperattivo. Uscire in corridoio con il banco significa escluderlo dalla vita della classe.

La nota ministeriale 4089 del 2010 sugli alunni con ADHD dà delle indicazioni esplicite su questo punto:

«Evitare di comminare punizioni mediante: un aumento dei compiti per casa, una riduzione dei tempi di ricreazione e gioco, l’eliminazione dell’attività motoria, la negazione di ricoprire incarichi collettivi nella scuola, l’esclusione dalla partecipazione alle gite». Non è una norma in senso stretto ma di sicuro è un pronunciamento autorevole e, a parte il banco in corridoio (sic!), c’è tutto quello che lei segnala.

Escludere da un viaggio all’estero un ragazzo con problemi di comportamento

Ij3

È corretto escludere un ragazzo frequentante la scuola secondaria di secondo grado dal viaggio di istruzione all’estero in quanto DOP e cosa dovrebbe fare la scuola per lui nel periodo in cui i compagni sono fuori. Sono una madre molto alterata.

Il viaggio di istruzione rientra nelle attività didattiche, equiparato ai giorni di lezione, e l’esclusione equivale di fatto a una sospensione, ossia a una punizione disciplinare.
La sospensione dalle lezioni va decisa dal Consiglio di Classe a seguito di gravi o reiterate mancanze disciplinari e deve fare riferimento a fatti precisi, non può essere data a titolo preventivo o con motivazioni generiche. Nel provvedimento di sospensione deve essere indicato anche cosa fa il ragazzo nel periodo di mancata frequenza.
Non è certamente semplice per la scuola accompagnare in un viaggio di più giorni un alunno con Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP). La partecipazione può essere inserita in un contratto educativo (“partecipi a certe condizioni”) che va però gestito e spiegato bene altrimenti il rischio che egli viva questo come un atto di ingiustizia nei suoi confronti, alimentando ulteriormente il suo atteggiamento oppositivo, è molto alto e il patto educativo va a rotoli prima di iniziare. Questa lettera della madre “alterata” mostra che purtroppo siamo già su questa strada.

Sospensione disciplinare e alunnI con disabilità

Ij2

Sospensione disciplinare per alunno con disabilità: è possibile?

Un alunno con disabilità può essere sottoposto a sanzioni disciplinari come gli altri, basta verificare che sia in grado di comprendere quello che ha fatto e sappia cogliere il senso della punizione. Sono da escludere, di solito, sanzioni di questo tipo in caso di ritardo cognitivo medio-grave ed è bene ragionarci attentamente quando la disabilità è collegata a problemi comportamentali perché una punizione mal gestita può essere controproducente (in questi casi sarebbe meglio condividere la scelta con gli specialisti). È una questione di convenienza educativa, non di legittimità.

Ricordiamo infine che gli alunni con disabilità vanno valutati in base al loro PEI anche sul comportamento.