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Cos’è un ordine di servizio?

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Cos’è un ordine di servizio? È indispensabile per le supplenze?

L’ordine di servizio è necessario se modifica l’organizzazione abituale delle lezioni, intervenendo sulla funzione di vigilanza e responsabilità connesse. Se un insegnante abbandona la sua classe senza una formale autorizzazione, o un ordine, rischia la contestazione di abbandono e può essere considerato responsabile in caso di incidenti.  

Un ordine di servizio è un atto formale del Dirigente, firmato da lui o da una persona da lui autorizzata. Non ha necessariamente l’aspetto di una lettera intestata e protocollata; anche un registro delle sostituzioni può avere funzione analoga se riporta gli estremi indispensabili del provvedimento (chi deve fare cosa) e se ogni singola disposizione è firmata dal responsabile.

Non è un ordine di servizio una circolare che indica in modo preventivo quale tipologia di personale deve sostituire gli eventuali assenti senza indicare esplicitamente nomi e date.

Rifiutarsi di fare supplenza giudicando la disposizione illegittima.

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Può un insegnante di sostegno rifiutarsi di abbandonare l’alunno o la classe per fare supplenza altrove, come richiesto dal dirigente o da un suo delegato, giudicando la disposizione illegittima?

Se la supplenza viene disposta con un regolare ordine di servizio è opportuno che l’insegnante si rechi dove indicato perché altrimenti, in caso di incidenti, potrebbe essere incolpato di abbandono di minore. Può fare opposizione successivamente e anche diffidare formalmente il dirigente a emettere ulteriori ordini di servizio di questo tipo.

Supplenze all’insegnante curricolare e tutta la classe al collega di sostegno.

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È lecito mandare a fare supplenze altrove l’insegnante curricolare e affidare tutta la classe al collega di sostegno?

Nonostante la diversa organizzazione formale, pure questo è un sistema che utilizza impropriamente la risorsa sostegno destinata all’inclusione degli alunni con disabilità. Anche se vengono invertite le due figure, nella sostanza la situazione è la stessa descritta nella FAQ He1: non è lecito se non in casi veramente eccezionali e non altrimenti risolvibili. 

Supplenze quando l’alunno con disabilità è assente.

Si può utilizzare l’insegnante di sostegno per supplenze, considerandolo a disposizione di tutta la scuola, quando è assente l’alunno con disabilità che dovrebbe seguire?

È vero che l’insegnante di sostegno è contitolare della classe, quindi insegnante di tutti gli alunni non solo di quello con disabilità, ma è anche vero che è in quella classe proprio perché c’è un alunno con esigenze particolari.

Nessuna normativa regola in modo rigido la questione che rientra pertanto nelle scelte dell’autonomia scolastica, considerando anche le diverse modalità di organizzazioni del sostegno che vengono attivate nelle nostre scuole. 

L’insegnante di sostegno dovrebbe operare regolarmente e sistematicamente con tutta la classe e anche in assenza dell’alunno con disabilità è preferibile, nell’interesse di tutti, lasciargli continuare a svolgere il suo lavoro, salvo assenze molto prolungate perché in quel caso è probabilmente opportuno rivedere l’organizzazione complessiva. Me se lavora solo ed esclusivamente con l’alunno con disabilità è normale che in sua assenza venga utilizzato in altro modo. È bene che il Consiglio di Classe o team docenti riconosca il ruolo inclusivo, a supporto di tutta la classe, di quello specifico insegnante di sostegno e chieda formalmente che possa continuare a farlo anche in caso di assenza dell’alunno con disabilità. Salvo le solite emergenze, purché siano davvero emergenze.

Supplenze sulla stessa classe.

Si può utilizzare l’insegnante di sostegno per supplenze sulla classe dell’alunno con disabilità che sta seguendo?

L’insegnante di sostegno è “contitolare” della classe (L. 104/92 art. 13 c. 6) e quindi gli alunni, tutti gli alunni non solo quello con disabilità, sono anche suoi alunni. Di sicuro, pertanto, è possibile affidare la classe all’insegnante di sostegno e in questo caso, a rigore, non si dovrebbe neppure parlare di supplenza. 

Naturalmente questa diversa organizzazione didattica (un solo insegnante anziché due) ha delle ricadute sulla qualità del servizio di inclusione e non può essere considerata come modalità abituale per risolvere i problemi derivanti dalle assenze. Bisogna pertanto considerare quanto dura l’assenza, quali sono i bisogni dell’alunno con disabilità, se veramente non può stare da solo in classe con i compagni, ecc. 

Questa organizzazione non deve in nessun caso compromettere il diritto alla frequenza. 

 

Cosa si intende per situazioni eccezionali?

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Cosa si intende per situazioni eccezionali e chi decide se sono tali?

Eccezionale è ovviamente contrapposto a normale o regolare. 

Di sicuro “non è” eccezionale:

  • utilizzare abitualmente nelle sostituzioni i docenti di sostegno solo per risparmiare (risparmiare soldi ma spesso anche procedure burocratiche);
  • prevedere sostituzioni con i docenti di sostegno per più giorni di seguito: il primo giorno può anche essere eccezionale, i successivi no;
  • invertire abitualmente la regola con l’eccezione, per cui eccezionale diventa chiamare il supplente e regolare mandare in giro per le classi l’insegnante di sostegno.

L’eccezionalità è decisa dal Dirigente Scolastico e dovrebbe essere determinata prima di tutto da esigenze di vigilanza e sicurezza degli alunni non altrimenti risolvibili.

* Si può utilizzare l’insegnante di sostegno per supplenze quando sono presenti gli alunni con disabilità per cui è stato nominato?

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Si può utilizzare l’insegnante di sostegno per supplenze su classi che non siano le sue, in normale orario di servizio, quando sono presenti gli alunni con disabilità per cui è stato nominato?

Non è lecito, salvo situazioni eccezionali e urgenti, non altrimenti risolvibili.

Secondo la L. 104/92 art. 13 c. 3 le attività di sostegno sono “garantite”, ossia assicurate in ogni caso e non vanno pertanto considerate come interventi aggiuntivi o opzionali di cui la scuola può disporre in modo discrezionale, sospendendoli e dirottando il personale assegnato allo scopo per rispondere ad altre esigenze.  

È molto esplicita al riguardo l’indicazione che troviamo nelle Linee Guida MIUR sull’integrazione scolastica del 2009 (pag. 15): «l’insegnante per le attività di sostegno non può essere utilizzato per svolgere altro tipo di funzioni se non quelle strettamente connesse al progetto d’integrazione, qualora tale diverso utilizzo riduca anche in minima parte l’efficacia di detto progetto».

Rimane importante anche l’affermazione contenuta nella nota MIUR 9839 del 28/11/2010: «Appare opportuno richiamare l’attenzione sull’opportunità di non ricorrere alla sostituzione dei docenti assenti con personale in servizio su posti di sostegno, salvo casi eccezionali non altrimenti risolvibili». Le indicazioni operative di quella nota, che si occupava di supplenze, non sono più applicabili perché la successiva L. 107/15 ha modificato radicalmente la normativa in merito, ma questa affermazione di principio sul sostegno, che si fonda sulla L. 104/92, resta pienamente valida.