FAQ Normativa Inclusione

Tags

Torna
Print

Ha attacchi di panico e non riesce a rimanere a scuola

Gl3

Sono una docente di scuola media e in prima è entrato un alunno con una diagnosi di disturbo fobico – ansioso; ha attacchi di panico e non riesce a rimanere a scuola. Il suo livello cognitivo è nella norma. Stiamo provando ad effettuare un ingresso graduale, dovrebbe rimanere a scuola per due ore, ma manifesta da subito un tale disagio che vuole andare via. Se il ragazzo non dovesse riuscire più a frequentare la scuola, quali alternative potremmo proporre alla famiglia? Ci sono dei riferimenti normativi in merito?

Non cercate nella normativa la soluzione a un problema del genere: per convincere il ragazzo a venire a scuola potete applicare tutte le forme di flessibilità che ritenete opportune (DPR 275/99 art. 4 c. 2), in pratica potete fare quello che volete.

Consultatevi con gli specialisti che lo seguono ma lavorate anche di fantasia. Sistemi di teleconferenza sono ottimi per mantenere i contatti con la classe sia da casa che, in un secondo momento, da un’aula a parte.

Vanno sostenuti i rapporti sociali: compagni che vanno di tanto a trovarlo a casa, all’inizio solo per portare i compiti, evitando qualsiasi atteggiamento invadente, poi…

Se necessario potete organizzare anche l’istruzione domiciliare: con il DL 66/17 non è più indispensabile, come prima, un pregresso ricovero ospedaliero.

L’importante è non arrendersi, anche se qualcosa non funziona al primo colpo.

Successivo La fobia scolare può prevedere l’istruzione domiciliare?