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I genitori chiedono sia respinto alla prova integrativa

Gc4

Un alunno iscritto in prima e al quale è stato assegnato un docente di sostegno, come durante la frequenza della scuola dell’infanzia, con copertura di 24 ore, non ha mai frequentato perché la famiglia si è avvalsa dell’istruzione parentale a casa. Ora l’alunno dovrebbe sostenere con noi maestre un esame per andare in seconda. I genitori vogliono che sia bocciato in modo da fargli frequentare la prima a scuola. Tutto ciò è corretto? Noi insegnanti come posso bocciare un alunno che si presuppone abbia seguito un programma differente (ma ovviamente non c’è alcun Pei) considerando che non ha seguito il programma istituzionale di prima e che se avesse frequentato certamente non avrebbe svolto il programma di classe?

C’è qualcosa che non torna: un alunno non può essere iscritto a scuola e contemporaneamente seguire l’istruzione parentale: le due scelte sono incompatibili.

Per prima cosa bisogna chiarire se siamo veramente di fronte a un caso di istruzione parentale o se si tratta invece di un’assenza prolungata (anzi: totale).

Nel primo caso per essere ammessi a una scuola statale o paritaria la legge prevede che bisogna sostenere un esame, ma nessuna norma specifica come va svolto in caso di disabilità. Senza questo esame il bambino non può essere ammesso in seconda e quindi di fatto basta che i genitori lo iscrivano senza presentarsi all’esame e va automaticamente in prima.

Se il bambino di fatto era iscritto, ma non ha mai frequentato, spetta alla scuola decidere sulla sua promozione in base agli elementi di conoscenza a sua disposizione.

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