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Escludere da un viaggio all’estero un ragazzo con problemi di comportamento

Ij3

È corretto escludere un ragazzo frequentante la scuola secondaria di secondo grado dal viaggio di istruzione all’estero in quanto DOP e cosa dovrebbe fare la scuola per lui nel periodo in cui i compagni sono fuori. Sono una madre molto alterata.

Il viaggio di istruzione rientra nelle attività didattiche, equiparato ai giorni di lezione, e l’esclusione equivale di fatto a una sospensione, ossia a una punizione disciplinare.
La sospensione dalle lezioni va decisa dal Consiglio di Classe a seguito di gravi o reiterate mancanze disciplinari e deve fare riferimento a fatti precisi, non può essere data a titolo preventivo o con motivazioni generiche. Nel provvedimento di sospensione deve essere indicato anche cosa fa il ragazzo nel periodo di mancata frequenza.
Non è certamente semplice per la scuola accompagnare in un viaggio di più giorni un alunno con Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP). La partecipazione può essere inserita in un contratto educativo (“partecipi a certe condizioni”) che va però gestito e spiegato bene altrimenti il rischio che egli viva questo come un atto di ingiustizia nei suoi confronti, alimentando ulteriormente il suo atteggiamento oppositivo, è molto alto e il patto educativo va a rotoli prima di iniziare. Questa lettera della madre “alterata” mostra che purtroppo siamo già su questa strada.

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