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L’insegnante di sostegno deve essere sempre seduto al suo fianco?

Hb1

Mia figlia, prima media, ha la 104, comma 1, e 9 ore di sostegno. In questo periodo vorrebbe lavorare in autonomia, e quando l’insegnante di sostegno si avvicina lei le dice che preferisce lavorare da sola.
Oggi mi hanno contattata da scuola e mi hanno detto che non si può, e che devo convincere mia figlia a lavorare con la professoressa di sostegno seduta vicino a lei
Durante l’ultimo colloquio che ho avuto con gli specialisti dell’ASL mi hanno è stato detto che siccome c’era un miglioramento documentato dai test, il sostegno doveva essere orientato sull’autonomia, anche potenziando l’uso di strumenti. Il GLO non è stato fatto, e non si sa quando si farà. In questo periodo mia figlia a scuola lavora e si impegna tanto, anche sbagliando, e va a scuola felice.
È vero che non si può fare sostegno senza stare seduti vicino? Se un ragazzo si trova a disagio ad avere una persona sempre accanto, cosa sarebbe giusto fare?
Io, conoscendo mia figlia, ho provato a dare dei consigli all’insegnante di sostegno, ma mi ha risposte che su queste cose decide la scuola.

Questi problemi vanno affrontati assieme nel GLO ed è importante che venga convocato prima possibile.

Un insegnante di sostegno deve sempre puntare all’autonomia, anche se un alunno non lo chiede in modo così esplicito. Fare un passo indietro e lasciare che il ragazzo faccia da solo non significa rinunciare al proprio ruolo perché in ogni caso l’insegnante c’è, vigila e dà sicurezza intervenendo in modo discreto durante il processo di apprendimento, ma anche prima aiutando a predisporre il contesto necessario per rendere possibile il successo formativo.

In ultima analisi, l’insegnante di sostegno è uno che deve operare per poi scomparire, e rendere superfluo il proprio lavoro.

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