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Valutare una verifica non significa valutare l’alunno

Alla scuola primaria, in una verifica, la stessa di quella degli altri, un bambino con disabilità come deve essere valutata? Gli obiettivi sono diversi, ridotti e semplificati nella progettazione dell’alunno ma in sede di verifica o di valutazione, il dubbio è se valutare “come” gli altri, aggiungere la postilla “con aiuto” o comunque valutare se il processo è tutto corretto pur sapendo che davanti a un certo compito, quel punteggio massimo non sarà equivalente a quello di un compagno normodotato (e ovviamente, raggiunge autonomamente il punteggio massimo).

Nella valutazione degli alunni con disabilità possiamo personalizzare, oltre ai contenuti, anche i metodi di verifica e i criteri di valutazione.
Nel PEI le personalizzazioni si definiscono a livello generale, ma esse poi andranno applicate per ciascuna verifica.
Fondamentale è definire sempre “prima” della somministrazione sia i metodi che i criteri.
Se proponiamo un compito con 8 esercizi e li svolge tutti correttamente, prenderà il voto massimo. Se ci viene il dubbio che la consegna fosse troppo semplice, la prossima volta gli chiederemo qualcosa di più ma questa considerazione non può influire sul risultato di questa specifica prova.
Anche le modalità di verifica, ad esempio il tipo di supporto accordato, vanno definite prima e anch’esse non rientrano nella valutazione.
Ricordiamo sempre che valutare una verifica non significa valutare l’alunno.

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