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Nel registro elettronico l’insegnante di sostegno vede solo il “suo” alunno

Volevo avere dei chiarimenti in merito al registro elettronico per la scuola Primaria in riferimento agli insegnanti di sostegno. Considerando che la valutazione é indubbiamente collegiale e che il voto della disciplina é comunque di competenza del titolare della stessa ( valutando sempre collegialmente, ovvio), mi chiedo se sia giusto che l’insegnante di sostegno non possa condividere e visualizzare i voti delle altre materie con l’insegnante, ma avere nel suo solo il bambino disabile.

Non è giusto per nulla: è decisamente un registro elettronico configurato male.
L’insegnante di sostegno è contitolare, quindi insegnante di tutti gli alunni della classe, non solo di quello con disabilità.
Nelle linee guida del MIUR sull’integrazione del 2009 c’è un riferimento molto esplicito al fatto che nel suo registro (allora cartaceo, nel 2009 non si parlava ancora di registro elettronico) l’insegnante di sostegno dovesse avere i nomi di tutti gli alunni della classe. Per farne cosa se non per inserire le proprie osservazioni? I voti vanno concordati e inseriti dal titolare della materia, ma di sicuro l’insegnante di sostegno deve poterli vedere. Tutti. Anche perché è coinvolto nella valutazione di tutti.
«Gli insegnanti assegnati alle attività per il sostegno, assumendo la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano e partecipando a pieno titolo alle operazioni di valutazione periodiche e finali degli alunni della classe con diritto di voto, disporranno di registri recanti i nomi di tutti gli alunni della classe di cui sono contitolari.» (Linee Guida Integrazione MIUR 2009, capitolo 2.4 La valutazione a pag. 18)

Chi prepara il materiale necessario quando l’insegnante di sostegno non è presente?

Bambino con disabilità art 3 comma 1, 8 ore di sostegno e un tempo scuola di 27 ore ( classe quarta Primaria). Quando l’insegnante di sostegno non è presente, chi deve semplificare/ diversificare il materiale di ogni materia per il bambino? Da qual che ne so io tutto il team docente è corresponsabile, per cui ogni insegnante deve provvedere al proprio materiale se l’insegnante di sostegno non è presente. Conferma?

Tutti gli insegnanti sono corresponsabili dell’intervento educativo verso l’alunno con disabilità: significa che tutti devono fare la loro parte, ma anche che l’insegnante di sostegno non esaurisce il proprio compito nelle ore in cui è fisicamente presente. Come questo si concretizzi nella pratica va definito negli incontri di coordinamento. È opportuno rileggere quello che dicono in merito le Linee Guida MIUR per l’integrazione del 2009 (pag. 18):
«È l’intera comunità scolastica che deve essere coinvolta nel processo di integrazione e non solo una figura professionale specifica a cui demandare in modo esclusivo il compito dell’integrazione. Il limite maggiore di tale impostazione risiede nel fatto che nelle ore in cui non è presente il docente per le attività di sostegno esiste il concreto rischio che per l’alunno con disabilità non vi sia la necessaria tutela in ordine al diritto allo studio. La logica deve essere invece sistemica, ovvero quella secondo cui il docente in questione è “assegnato alla classe per le attività di sostegno”, nel senso che oltre a intervenire sulla base di una preparazione specifica nelle ore in classe collabora con l’insegnante curricolare e con il Consiglio di Classe affinché l’iter formativo dell’alunno possa continuare anche in sua assenza. »

L’argomento è ripreso anche nel nuovo PEI, sezione  “8.1 Interventi educativi, strategie, strumenti nelle diverse aree disciplinari”.

Nelle Linee guida allegate al DM 182/20, a pag. 31, si dice che in questa parte del PEI “È necessario esplicitare in che modo viene utilizzata la risorsa del sostegno di classe e quali azioni sono previste da parte del team docenti in assenza di tale risorsa, coerentemente con quanto riportato nella Sezione 9 – Organizzazione generale del progetto di inclusione e utilizzo delle risorse.”

In sostanza, nessuno può dire a priori a chi spetti predisporre questo materiale: se ne discute e ci si organizza di conseguenza. Quello che non è accettabile è che l’alunno rimanga senza i supporti personalizzati che gli sono necessari.

Voto molto basso a uno studente con programmazione differenziata

Può l’insegnante curriculare mettere un voto molto basso in una prova di un ragazzo che segue una programmazione differenziata, senza peraltro consultarsi con l’insegnante di sostegno? 

L’insegnante curricolare ha il compito di valutare gli apprendimenti anche degli alunni con disabilità, che sono suoi alunni a tutti gli effetti. Se l’esito della verifica è negativo anche il voto sarà negativo. E questo vale anche in caso di programmazione differenziata.

Naturalmente tutto va fatto nel rispetto della personalizzazione concordata per cui la verifica deve essere riferita ai contenuti del PEI, ma anche le modalità di valutazione nonché i criteri devono essere coerenti con quanto previsto. Cosa dice in particolare il suo PEI sui criteri di valutazione? In quali casi è previsto un voto gravemente negativo?

Se l’insegnante curricolare, come dovrebbe, si è ben documentato sulle personalizzazioni previste nel PEI in merito alla valutazione e le sta applicando correttamente, può benissimo valutare anche senza consultarsi con l’insegnante di sostegno. Se non è così, è bene discuterne assieme, meglio se con tutto il consiglio di classe.

Per l’insegnante curricolare l’interrogazione non è sufficiente, per quello di sostegno sì

Se uno studente, con obiettivi minimi, che frequenta la scuola superiore, sostiene un’interrogazione valutata insufficiente dal curriculare e sufficiente dall’insegnante di sostegno, è giusto che il curricolare pretenda di avere la meglio? Esiste una normativa per dipanare queste incresciose questioni?

Anche per l’alunno con disabilità, come per i compagni della classe, responsabile della valutazione è il docente della disciplina. Questo studente può aver diritto a modalità e criteri di valutazione personalizzati, se previsti nel PEI, ma nessuna norma dice che lui, in quanto alunno con sostegno, ha diritto ad essere valutato da due insegnanti e non da uno solo come i compagni.

Sarebbe interessante approfondire i motivi di queste votazioni così divergenti. Se nell’interrogazione non sono state rispettate le personalizzazioni previste nel PEI, l’insegnante di sostegno fa bene a farlo presente, sia al collega che al Consiglio di Classe.

In ogni caso è bene concordare prima della verifica, con cura, i criteri di valutazione (ossia descrivere le prestazioni necessarie per considerare raggiunti gli obiettivi e ottenere la sufficienza) per evitare di imbattersi in situazioni di questo tipo, effettivamente incresciose.

Il ruolo dell’insegnante di sostegno nella valutazione

Che ruolo ha l’insegnante di sostegno rispetto alla valutazione dell’alunno disabile nelle verifiche. Il voto lo stabilisce unicamente il curricolare o va concordato con l’insegnante di sostegno? Quanto può intervenire il sostegno nella valutazione?

La responsabilità della valutazione disciplinare è del docente curricolare, e questo vale per tutti gli alunni. In caso di disabilità tutte le procedure di valutazione possono essere personalizzate: modalità di verifica, preparazione delle prove e loro somministrazione, definizione dei criteri di valutazione nonché ovviamente (ma è solo l’ultima fase di un percorso) correzione e valutazione. È molto probabile che l’insegnante di sostegno abbia un ruolo, più o meno rilevante, in alcuni o in tutti questi momenti del processo, ma non si può definire a priori quale sia, essendo troppe e troppo varie le possibili situazioni, personali e di contesto.

La soluzione migliore è sempre quella di concordare tutto prima, in particolare di definire assieme i criteri: una volta decisa la verifica da proporre, personalizzata o uguale a quella degli altri, cosa deve produrre l’alunno per dire che la prestazione è sufficiente (sei)? E per gli altri voti? Definendo chiaramente assieme una griglia di questo tipo, i successivi rischi di conflitti o discussioni saranno molto ridimensionati.

Confusione su diritti/doveri dell’insegnante di sostegno

Sono insegnante di sostegno in una primaria e penso ci sia molta confusione sul nostro ruolo. Siamo insegnanti di classe e insegnanti del bimbo che seguiamo. Quando le due cose si separano? Ad esempio mi dicono non possiamo portare la classe in cortile all’intervallo senza l’insegnante di classe. È vero? Gli scrutini: dobbiamo essere presenti in tutte le classi dei bimbi che seguiamo e seguire gli scrutini di tutti i bambini? Alla consegna pagella dobbiamo essere presenti per tutti gli alunni della classe?
Se manca l’insegnante di classe possiamo sostituirlo senza pretendere di essere in due?
Perché’ a volte il nostro ruolo viene usato in base alle esigenze personali di altri colleghi e questa cosa mi piacerebbe finisse

La normativa in merito è abbastanza chiara:

L. 104/92 art. 13 c. 6: “Gli insegnanti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, partecipano alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di interclasse, dei consigli di classe e dei collegi dei docenti”

Secondo il dizionario essere contitolare significa condividere la titolarità di una funzione con un’altra persona: essere contitolare di una ditta significa essere titolari assieme.

Dire che l’insegnante di sostegno è contitolare della classe significa che è insegnante di tutti gli alunni, non solo dell’alunno con disabilità, mentre gli altri insegnanti sono insegnanti di tutti alunni, “compreso” l’alunno con disabilità.

Pertanto, rispetto alle domande poste, l’insegnante di sostegno:

– può di sicuro portare la classe in cortile anche senza insegnante di classe perché è anche lui insegnante di quella classe, tanto quanto il collega;

– partecipa alla valutazione di tutti gli alunni (questo, come si è visto, è scritto espressamente nella legge citata);

– interagisce con i genitori di tutti gli alunni, non solo con quelli dell’alunno con disabilità;

– se manca l’insegnante di classe l’insegnante di sostegno può di sicuro gestire la classe da solo. Ci sarà da valutare quanto questo incida sulla qualità del progetto di inclusione e sulle attività di sostegno a cui l’alunno con disabilità ha diritto, ma questo è un altro discorso.

Può l’insegnante di sostegno dare voti e note a tutti gli alunni di una classe?

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Può un insegnante di sostegno, assegnato ad una classe di scuola secondaria di primo grado nella quale è pure coordinatore, dare note disciplinari, individuali o a tutta la classe, assegnare compiti su diverse materie curricolari, interrogare in discipline diverse dalla propria e poi dare una valutazione?

Troviamo riferimenti normativi nel DPR 122/09 e indicazioni nelle Linee Guida MIUR per l’integrazione, sempre del 2009.

Il DPR 122 sia all’art. 2 che al 4 dice: «I docenti di sostegno, contitolari della classe, partecipano alla valutazione di tutti gli alunni, avendo come oggetto del proprio giudizio, relativamente agli alunni disabili, i criteri a norma dell’articolo 314, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297». In sostanza: in base al PEI.

Nelle Linee Guida per l’integrazione del 2009 (punto 2.4 La valutazione) troviamo: «Gli insegnanti assegnati alle attività per il sostegno, assumendo la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano e partecipando a pieno titolo alle operazioni di valutazione periodiche e finali degli alunni della classe con diritto di voto, disporranno di registri recanti i nomi di tutti gli alunni della classe di cui sono contitolari». Cosa dovrebbero farsene di un registro con i nomi di tutti se non per annotare le proprie valutazioni sugli apprendimenti?

In entrambi i documenti si usa il verbo “partecipano”: significa che contribuiscono, che collaborano nella valutazione. Secondo la nostra opinione si possono sostituire nella valutazione al docente della disciplina solo se esplicitamente concordato. Anche le eventuali valutazioni sul registro, di cui parlano le Linee Guida, dovranno essere poi confrontate e integrate con quelle dell’insegnante della materia, prima di diventare effettivamente “valutazione”.

Essendo contitolare della classe, se lo ritiene opportuno può certamente dare note disciplinari, al singolo o alla classe, come tutti gli altri insegnanti.