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I genitori mi comunicano che, in accordo con il DS, l’alunno sarà trattenuto.

Il mio alunno con sostegno, situazione di gravità, frequentante la terza classe, scuola secondaria di primo grado, quest’anno verrà trattenuto. La comunicazione è arrivata dalla famiglia dopo aver parlato con il DS. Mi chiedo: la relazione finale che forma deve avere. Dello scrutinio non conosciamo la data. Il sottoscritto cosa deve dichiarare? Onestamente… mi trovo un po’ in difficoltà…

Descrive una situazione alquanto anomala.

Solo il consiglio di classe, in sede di scrutinio può decidere di valutare negativamente gli apprendimenti raggiunti, dichiarare l’alunno respinto e fargli ripetere l’anno.

E del consiglio di classe fa parte anche lei.

Chieda chiarimenti al dirigente e attenda in ogni caso una riunione formale.

La famiglia chiede la ripetenza dell’ultimo anno delle superiori

Studente con programmazione differenziata, classe V secondaria di II grado.
La famiglia chiede la permanenza e quindi la ripetenza dell’ultimo anno al fine di perseguire gli obiettivi del PEI inerenti all’autonomia personale e sociale. Cosa fare? Qual è l’iter da seguire? Decide il GLO o il Consiglio di classe? Occorre elaborare un progetto specifico? Se l’alunno non si presenta agli esami, viene automaticamente bocciato e ripete il V anno? Se viene ritirato da scuola prima della fine dell’anno scolastico, può iscriversi altrove?

La ripetenza (ossia la non ammissione all’esame) è decisa dal Consiglio di classe in base alla valutazione formale degli apprendimenti, che deve risultare pesantemente negativa anche se riferita agli obiettivi della sua programmazione differenziata. Il CdC è autonomo nella decisione, che deve risultare però coerente con tutto l’iter pregresso: com’erano i voti del primo quadrimestre? Se risultano talmente negativi da impedire l’ammissione all’esame, quali interventi ha deciso il CdC per affrontare il problema? Perché non sono stati ridotti gli obiettivi che non si riusciva a raggiungere?

In base al DL 62/17 i candidati con disabilità che non si presentano agli esami ricevono l’attestato dei crediti formativi e non possono ripetere l’anno.

L’eventuale ritiro da scuola va formalizzato entro il mese di marzo. Se lo studente continua a frequentare dopo quella data può essere valutato solo da questo CdC.

 

Bocciatura per assenze alla scuola primaria

Chiedo se si può fermare un alunno alla scuola primaria

 

è previsto per la scuola secondaria ma non per la primaria. Per il primo ciclo si veda il DL 62/17 che all’art. 5 fissa i criteri di validità dell’anno scolastico per la secondaria di primo grado, mentre un articolo del genere non esiste nella primaria.

Alla Primaria la mancata ammissione alla classe successiva deve essere adeguatamente motivata  (Dl 62/17 art. 3 c. 3) e non può certo essere basata solo su considerazioni di questo tipo.

I genitori chiedono sia respinto alla prova integrativa

Gc4

Un alunno iscritto in prima e al quale è stato assegnato un docente di sostegno, come durante la frequenza della scuola dell’infanzia, con copertura di 24 ore, non ha mai frequentato perché la famiglia si è avvalsa dell’istruzione parentale a casa. Ora l’alunno dovrebbe sostenere con noi maestre un esame per andare in seconda. I genitori vogliono che sia bocciato in modo da fargli frequentare la prima a scuola. Tutto ciò è corretto? Noi insegnanti come posso bocciare un alunno che si presuppone abbia seguito un programma differente (ma ovviamente non c’è alcun Pei) considerando che non ha seguito il programma istituzionale di prima e che se avesse frequentato certamente non avrebbe svolto il programma di classe?

C’è qualcosa che non torna: un alunno non può essere iscritto a scuola e contemporaneamente seguire l’istruzione parentale: le due scelte sono incompatibili.

Per prima cosa bisogna chiarire se siamo veramente di fronte a un caso di istruzione parentale o se si tratta invece di un’assenza prolungata (anzi: totale).

Nel primo caso per essere ammessi a una scuola statale o paritaria la legge prevede che bisogna sostenere un esame, ma nessuna norma specifica come va svolto in caso di disabilità. Senza questo esame il bambino non può essere ammesso in seconda e quindi di fatto basta che i genitori lo iscrivano senza presentarsi all’esame e va automaticamente in prima.

Se il bambino di fatto era iscritto, ma non ha mai frequentato, spetta alla scuola decidere sulla sua promozione in base agli elementi di conoscenza a sua disposizione.

* Norme sulla ripetenza degli alunni o studenti con disabilità

Quali norme regolano la ripetenza degli alunni con disabilità? Chi la decide? E’ necessario inserire tutti voti negativi nella scheda di valutazione? 

La mancata ammissione alla classe successiva è decisa esclusivamente dagli insegnanti della classe al momento dello scrutinio finale. Non spetta decidere né ai genitori né agli specialisti. 

Per il Primo Ciclo (scuola primaria e secondaria di primo grado) il riferimento è il DL 62/17  art. 11 c. 3: 
L’ammissione alla classe successiva e all’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione avviene secondo quanto disposto dal presente decreto, tenendo a riferimento il piano educativo individualizzato.

In sostanza quindi si seguono, senza eccezioni, tutte le nome che valgono per tutti gli alunni, ma la valutazione sarà riferita al PEI.

La ripetenza nella scuola primaria è regolata per tutti, e quindi anche per gli alunni con disabilità, dall’art. 3 c. 3 che prevede tre condizioni: eccezionalità della decisione (e questo esclude categoricamente la possibilità di reiterazione), unanimità dei docenti della classe e specifiche motivazioni:

I docenti della classe in sede di scrutinio, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunna o l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.

Per la secondaria di primo grado di applica il comma 2 dell’art. 6:

Nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, il consiglio di classe può deliberare, con adeguata motivazione, la non ammissione alla classe successiva o all’esame conclusivo del primo ciclo.

Anche in questo caso è richiesta l’adeguata motivazione, ma la decisone può essere presa a maggioranza.

Certamente il mancato raggiungimento degli obiettivi va esplicitato con voti negativi.

Nella secondaria di secondo grado si applica per la valutazione intermedia il DPR 122 del 2009 e, per l’ammissione all’esame, il DL 62/17 .

Gli studenti con disabilità vengono valutati in base al loro PEI, con le stesse procedure degli altri. La decisione è quindi sempre assunta dal consiglio di classe a seguito di valutazioni negative degli apprendimenti.

DPR 122/09 art. 9 c. 1:
La valutazione degli alunni con disabilità certificata nelle forme e con le modalità previste dalle disposizioni in vigore è riferita al comportamento, alle discipline e alle attività svolte sulla base del piano educativo individualizzato previsto dall’articolo 314, comma 4, del testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994, ed è espressa con voto in decimi secondo le modalità e condizioni indicate nei precedenti articoli. [ossia come tutti gli altri]

Per l’ammissione all’esame:

DL 62/17 art. 20 c. 1:
1. Le studentesse e gli studenti con disabilità sono ammessi a sostenere l’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione secondo quanto disposto dal precedente articolo 13. [ossia come tutti gli altri]

 

 

La mamma vuole fermare il figlio, già maggiorenne, un altro anno.

Id3

La mamma di un alunno con disabilità frequentante la mia scuola (scuola secondaria di secondo grado) avrebbe intenzione di fermare il figlio, (già maggiorenne, un altro anno, data la mancanza, nel territorio, di strutture adeguate. Su quale base e normativa può avvenire tutto ciò?

Solo il consiglio di classe può decidere la ripetenza, in caso di valutazione gravemente negativa degli apprendimenti al momento dello scrutinio finale. Si segue la stessa procedura che si applica per tutti gli altri studenti: la differenza è che i voti sono riferiti al suo PEI e, particolare non da poco, che se gli obiettivi personalizzati previsti non vengono raggiunti possono essere abbassati anche in corso d’anno.

Assolutamente non si può respingere uno studente con motivazioni del tipo “non ci sono strutture adeguate nel territorio”.

Obiettivi raggiunti, ma l’alunna ha bisogno di più tempo.

Id2

In accordo con la famiglia e i Servizi, vorremmo tenere un anno in più alla Scuola Secondaria 1° un’alunna con disabilità. L’ambiente che è stato creato per questa bimba è stato capace di accompagnarne la crescita più che adeguatamente, con evidenti progressi; ci serve solo più tempo per prepararla alla Scuola Secondaria 2°, tempo che le consentirebbe di raggiungere maggiori capacità di comunicazione con il tablet sul quale è stato caricato un apposito programma di CAA. Per costruire relazioni con i nuovi compagni. Per maturare maggiore consapevolezza di sé. Non ritengo giusto alzare gli obiettivi del PEI in modo che non siano raggiungibili nei tempi previsti solo per dare più tempo alla bambina. Si può far ripetere l’anno in base alle reali motivazioni e nello stesso tempo rispettando la normativa?

La normativa in vigore non consente di trattenere un alunno con disabilità nella stessa classe in base a motivazioni di questo tipo.

L’art. 11 c. 3 del DL 62/17, dedicato alla valutazione degli alunni con disabilità del primo ciclo di istruzione, dice: “L’ammissione alla classe successiva e all’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione avviene secondo quanto disposto dal presente decreto, tenendo a riferimento il piano educativo individualizzato.”

Ossia: le norme da seguire sono le stesse degli altri alunni e la non ammissione può essere determinata esclusivamente dal mancato raggiungimento dei livelli di apprendimento previsti, solo che in questo caso la valutazione deve fare riferimento al PEI, non agli obiettivi generali.

Sempre nel DL 62 art. 6 comma 2, riferito a tutti gli alunni (compresi quindi quelli con disabilità), si dice: “Nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, il consiglio di classe può deliberare, con adeguata motivazione, la non ammissione alla classe successiva o all’esame conclusivo del primo ciclo”. Altre strade per far ripetere l’anno a un alunno, con o senza disabilità, non esistono.

Può rimanere nella scuola Primaria fino ai 16 anni?

Id1

Nella nostra scuola primaria c’è un bimbo di 14 anni con disabilità che è stato respinto più volte su richiesta dei genitori. Quest’anno ripete la quinta e i genitori vorrebbero farlo nuovamente trattenere. Quanti anni può permanere alla scuola primaria? Quante volte può ripetere una stessa classe? È previsto che possa restarci fino ai 16 anni?

Nella scuola primaria, come per tutti gli alunni, anche per quelli con disabilità la mancata promozione è possibile in casi eccezionali, debitamente motivata e decisa dagli insegnanti all’unanimità (DL 62/2017 art. 3 c. 3). L’eccezionalità della decisione esclude categoricamente che possa essere reiterata e far ripetere l’anno a un alunno più volte, disabile o non, è illegittimo.

È comunque una decisione che prendono gli insegnanti, non certo i genitori.

Non si trattiene un alunno con disabilità perché si trova bene in una scuola ma, eventualmente, solo perché non ha raggiunto gli obiettivi didattici previsti dal suo PEI e si pensa che un anno in più possa essere utile allo scopo.

Il limite dei 16 anni non esiste, ma c’è quello dei 18 per l’iscrizione alla scuola secondaria di 2° grado. Se viene trattenuto un altro anno, rischia di essere maggiorenne quando dovrebbe iniziare le superiori e l’iscrizione gli verrà rifiutata.

La possibilità di ripetere tre volte la classe è prevista dalla L. 104 ma vale solo quando l’obbligo scolastico è stato assolto e riguarda la possibilità di rifare una classe nella scuola superiore per una volta in più (due volte per tutti ma tre per gli alunni con disabilità). In età di obbligo il limite non ha valore perché si ripeterebbe comunque la stessa classe finché non si assolve l’obbligo, ma ovviamente non è questo il problema.