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Serve l’autorizzazione per cambiare i bambini?

Se un bambino, di scuola primaria, durante l’orario scolastico si sporca ( facendosela addosso) le insegnanti e/o il personale ATA sono obbligati a cambiarlo, lavandolo naturalmente, senza aver avuto un permesso di scritto dai genitori?
Mi rendo conto che il buon senso fa dire che non si lasci un bambino bagnato se si scopre di avere un cambio, ma al giorno d’oggi si rischia anche di incorrere in qualche denuncia visto che si tratterebbe di spogliare e in qualche modo comunque toccare un minore ( anche se per pulirlo e lavarlo).
È bene che le colleghe chiedano un permesso scritto o devono ogni volta chiamare i genitori perché cambino il figlio? O è permesso pulire/cambiare gli alunni solo in caso di certificazione?

Durante l’orario di lezione i bambini sono affidati alla scuola e pulirli, quando si sporcano, rientra nel normale rapporto di cura e vigilanza. Sarebbe piuttosto da considerare abbandono se gli adulti non intervenissero e lasciassero sporco il bambino. Vale per tutti, non solo in caso di certificazione.

Non serve nessuna autorizzazione preventiva, ma inevitabilmente i genitori andranno informati (non fosse per il pacchetto con i vestiti sporchi che verrà loro consegnato) e se manifestano obiezioni si vedrà come tenerne conto.

Richiesta ore per assistenza igienica

Alunna frequentante la scuola dell’infanzia con disabilità grave. Non ha il controllo sfinterico, indossa il pannolino e non è in grado di mangiare da sola. Le sono state assegnate 25 ore di sostegno e 15 di educatore. Per il prossimo anno si richiedono le medesime ore; ma quante ore indicare per l’assistenza igienica? La bambina necessita di una copertura totale…

La bambina è assistita individualmente per 40 alla settimana, e direi che la copertura totale c’è già.

Ricordo che nell’assistenza igienica sono coinvolti anche i collaboratori scolastici.

 

Insegnante di sostegno e cambio pannolone.

Gg6

Una mia collega vorrebbe un chiarimento, possibilmente normativo se c’è, circa l’operazione di igiene intima (cambio pannolone) per un’alunna di prima media. In pratica chiede se deve essere presente e/o aiutare la collaboratrice.

L’insegnante si occupa solo di aspetti didattici ed educativi. Non è obbligatoria la sua presenza in questi momenti ma può essere concordata, se ritenuta utile, e soprattutto se ha una componente educativa, ad esempio se serve per tranquillizzare la ragazza e per renderla più collaborativa. Sempre meglio definire questi aspetti nel PEI.

Quali differenze tra assistente all’autonomia e alla comunicazione e assistente all’igiene?

Hj3

Vedo spesso che le 2 due figure vengono confuse quando si chiedono informazioni presso i vari uffici perciò le chiedo una spiegazione e chiarezza. Assistente all’igiene rientra nella competenza del personale ata? Oppure un Assistente all’igiene è un Oss quindi l’igiene non rientra tra le mansioni di personale ata appositamente formato con corsi autorizzati dal dirigente?..assistente all’autonomia e alla comunicazione è un figura differente e non esclusività di sordità e cecità?

Non è possibile dare attualmente una risposta univoca. Nessuna norma nazionale definisce mansioni e competenze del personale di assistenza fornito dagli enti locali, per cui la situazione è estremamente disomogenea. Il DL 66/17, modificato nel 2019, prevede che finalmente si attivi a un minimo di uniformità rispetto alle mansioni e ai percorsi di formazione di questa persone, ma per adesso non si è visto nulla.

Il DL 66 dice chiaramente che l’assistenza igienica e di base spetta ai collaboratori scolastici ma se in una certa regione da anni il comune assume, e continua ad assumere, persone con il compito specifico di fornire assistenza igienica, è difficile che cambi qualcosa.

“Assistente all’autonomia e alla comunicazione” è l’espressione che usa la normativa nazionale, dalla L. 104 al recente DL 66, per individuare queste figure professionali che però localmente assumono denominazioni diverse che sottendono spesso anche compiti diversi.

La famiglia rifiuta l’assistente igienico personale

Gg5

Sono un docente di sostegno delle scuole superiori di secondo grado. Mi domando ai fini di una maggiore inclusione e per motivi di responsabilità … cosa bisogna fare se la famiglia dell’alunno rifiuta l’assistente igienico personale e il collaboratore scolastico poiché, a loro avviso, autonomo?  Il ragazzo è ipovedente e con evidenti difficoltà motorie.  Per il prossimo anno cosa bisogna prevedere nel PEI?

Potete lasciar che faccia da solo, con una persona pronta a intervenire in caso di bisogno, su richiesta del ragazzo.
Non vedo altre soluzioni. Se veramente è autonomo saremo tutti contenti.

Chi dovrebbe cambiare mio figlio quando a scuola si bagna?

Mio figlio frequenta la prima media ed è autistico non verbale. A scuola chi dovrebbe cambiarlo quando si bagna? La professoressa di sostegno dice che non gli spetta nemmeno portarlo in bagno, le collaboratrici (che hanno l’articolo 7) dicono che a loro spetta dargli solo il materiale per l’assistenza (traverse, carte igienica, rotoloni, ecc.) allora a chi gli spetta? E se per caso manca la persona preposta chi lo deve fare? Devo andare a scuola, io, genitore a cambiarlo?

Finché il minore è affidato alla scuola, è la scuola che deve prendersi cura di lui. Se non lo fa può essere considerato abbandono, quindi materia da penale.

Di sicuro non è compito dei genitori.

Dire che spetta alla scuola significa che la prima responsabilità è del dirigente scolastico: è lui che deve organizzare il servizio, individuando chi lo deve svolgere, e se non lo fa è lui che risponde dell’eventuale abbandono.

In base alla normativa il compito è dei collaboratori scolastici, ma non spetta ai genitori dire a chi di preciso né di intromettersi su questioni come art. 7 e simili. Statene fuori ma esigete, come è vostro diritto, che il ragazzino a scuola sia tenuto pulito.

* A chi spetta l’assistenza?

Gg3

Secondo la normativa a chi spetta l’assistenza di base ( per gli spostamenti, igienica, ..) degli alunni disabili che ne hanno diritto? E l’assistenza per le comunicazioni e le relazioni? Mi può indicare la nuova normativa di riferimento?

L’assistenza di base spetta alla scuola ed è affidata ai collaboratori scolastici.

L’assistenza per la comunicazione rientra invece nell’assistenza specialistica, di competenza dell’Ente Locale.

La differenza è ben spiegata nella Circolare Ministeriale 3390 del 2001.

La normativa si basa prima di tutto sul contratto di lavoro della scuola.

Il DL 66/17 riafferma all’art. 3 c. 2/c l’obbligo dello Stato di fornire alle scuole i collaboratori scolastici per occuparsi anche dell’assistenza degli alunni con disabilità.

Ricordo infine che è compito e responsabilità del dirigente convincere eventuali collaboratori riottosi, non degli insegnanti e tanto meno dei genitori.

Può la docente di sostegno di provvedere da sola all’assistenza igienica del bambino?

Gg2

Può la docente di sostegno di provvedere da sola all’assistenza igienica del bambino?

Secondo il Dl 78/10 art. 10 c. 5 l’insegnante di sostegno deve occuparsi esclusivamente di attività destinate all’educazione e all’istruzione.

L’assistenza igienica ha spesso risvolti di tipo educativo, in certi casi anche molto rilevanti, e se è così l’intervento dell’insegnante di sostegno è di sicuro ammissibile. Per evitare problemi, meglio definire la questione nel PEI.

Hanno chiamato la madre dicendole di venirlo a prendere perché nessuno poteva cambiarlo.

Gg1

Scuola media, 3 alunni con gravità e oss. Al di fuori degli orari dell’oss, se i bambini devono andare in bagno o si sono bagnati/ sporcati e quindi devono essere cambiati, i collaboratori si rifiutano strenuamente di farlo, dichiarando che per legge non spetta a loro e che la Dsga lo ha confermato. Anzi, i collaboratori hanno risposto che spetta ai docenti di sostegno farlo. Non voglio alimentare la solita polemica sul buonsenso e la partecipazione umana… vorrei conoscere l’esatta normativa da mostrare alla Dsga. Oggi una bidella ha chiamato la madre dell’alunno che si era bagnato i pantaloni dicendole di venirlo a prendere perché nessuno poteva cambiarlo.

Durante l’orario di frequenza scolastica spetta alla scuola, come soggetto giuridico che ha in custodia il minore, garantire tutte attività di cura necessarie, in particolare le cautele e le prestazioni di cui necessita una persona che non riesce a provvedere a sé stessa. E di sicuro tra queste rientra l’assistenza igienica.

Non farlo costituisce abbandono.

Decidere chi lo debba fare è compito e responsabilità del dirigente scolastico, ma di sicuro qualcuno a scuola lo deve fare.

Sia lasciando i bambini bagnati che chiamando i genitori la scuola commette un abuso, con risvolti anche penali, e va ricordato che in diversi casi dei genitori meno remissivi sono venuti a scuola in questi casi accompagnati dai carabinieri.

Una interessante disanima sulla normativa in merito si trova qui:

http://www.handylex.org/schede/assistenza_igienica_materiale_alunni_disabilita.shtml