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Un alunno con autismo fa fatica a prendere appunti. Come intervenire?

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Scrivo per chiedere quali strategie si potrebbero proporre alla scuola per mio figlio, autistico ad alto funzionamento con disprassia, che non riesce a prendere appunti. Ho pensato a chiedere le fotocopie dei compagni, ma bisogna fare attenzione a non imporsi in maniera disturbante verso il compagno disponibile. Poi ho letto che qualcuno si fa dare una scheda appositamente preparata dall’insegnante (dovrebbe però essere anche da parte di quella di ruolo, dato che per 14 ore mio figlio ha un collaboratore OSS). La terza via che mi era venuta in mente era la presenza di un piccolo registratore lasciato sul banco o sulla cattedra, stile università… Lei cosa direbbe? 

Certamente può chiedere che la scuola si organizzi per superare il problema e rendere il ragazzo autonomo anche nel prendere appunti.

Le strategie possono essere di tipo organizzativo, educativo e compensativo. 
Organizzativo: la scuola interviene affinché gli appunti per il singolo studente non siano più indispensabili e fornisce quindi materiale di studio adeguato, e strutturato, già pronto. A tutti o solo a chi è in difficoltà.
Educativo: se un ragazzo, per vari motivi, non sa prendere appunti, la scuola glielo insegna.
Compensativo: individuare sistemi alternativi per prendere appunti e tra questi c’è di sicuro anche il registratore che ha il vantaggio di bypassare le difficoltà operative più comuni di questi ragazzi: scrivere velocemente ed efficacemente mentre il professore spiega e, successivamente, leggere e comprendere appunti scritti male o disorganizzati.

Con il registratore non occorre scrivere né leggere ma ha però un grave limite: è difficile recuperare la registrazione che interessa e, soprattutto, un punto specifico del discorso. Se si registra un’ora di lezione, poi serve un’ora per l’ascolto, e non è facile trovarla.
Una soluzione interessante è la Smart Pen, una penna-registratore con la quale è facile memorizzare, con poche parole chiave, l’argomento di uno specifico momento della lezione, facilmente recuperabile in seguito.
In realtà quasi sempre vanno proposte tutte e tre le strategie contemporaneamente perché è molto difficile isolarle una dall’altra. Necessariamente vanno inserite nel PEI, in un progetto organico complessivo.

IVA agevolata al 4%

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Leggevo che con la 104 articolo 3 comma 1 si può chiedere l’iva agevolata per il pc. E’ esatto? come devo procedere? A mio figlio è stato consigliato l’uso del pc perché scrivere lo sovraccarica troppo, e con quello andrebbe meglio. Lo userebbe a casa, non a scuola. È una motivazione sufficiente?

È possibile sia applicare l’Iva al 4% che detrarre il costo dalle tasse.

Le disposizioni sono leggermente cambiate nel 2021.

L’indicazione sugli ausili necessari dovrebbe essere inserita nel verbale di accertamento L. 104. Se non c’è basta una dichiarazione del medico di base (non più di uno specialista, come prima).  

Consiglio di leggere qui:

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/iva-ridotta-per-l-acquisto-di-ausili-tecnici-e-informatici

A chi compete il trasferimento degli ausili da una scuola a un’altra?

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Mio figlio sta finendo la scuola primaria e a settembre comincerà la scuola secondaria di primo grado. Abbiamo necessità che gli ausili vengano portati dalla prima scuola alla seconda, visto che alcuni alla prima scuola non servono più ed altri sono su misura del ragazzo. Premesso che non si possono portare in macchina e che mi sembra assurdo chiedere una nuova fornitura.
A chi compete tale trasferimento all’interno dello stesso comune?

Fa parte delle procedure di passaggio. Le due scuole si incontrano e concordano come scambiare informazioni e conoscenze, ma anche attrezzature. Se le due scuole appartengono allo stesso comprensivo la questione è veramente banale. Se sono istituti diversi va concordato come procedere, ma ogni problema è superabile. Se il trasporto è impegnativo, causa pesi e dimensioni dei materiali, la scuola può chiedere aiuto al comune.

Molto importante per definire queste operazioni è l’incontro del GLO per la verifica finale del PEI.

Chi acquista il “materiale tecnico”?

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l’insegnante di sostegno di mia figlia ha chiesto alla referente del sostegno se fosse possibile acquistare del materiale tecnico di cui necessita per le sue lezioni con mia figlia ma le è stato negato asserendo che è la famiglia a dover sostenere le spese per tale materiale; la referente del sostegno le ha dato una informazione esatta? Siamo noi a dover sostenere tali spese perché la scuola non è tenuta a farlo?

Bisognerebbe capire bene cosa si intende per “materiale tecnico” ma se, come dice, si tratta di qualcosa che serve all’insegnante per le sue lezioni, non può essere a carico della famiglia.

Sono a carico della famiglia materiali e strumenti destinati all’uso individuale: quaderni, penne, gomma, colori, album da disegno ecc. come per tutti gli alunni. Di sicuro gli altri alunni non portano da casa quello che serve all’insegnante di classe durante le lezioni.

Vale anche in caso di disabilità.

* Ho chiesto alla dirigente che la scuola acquisti un apparecchio per comunicare. Risposta….non ci sono i soldi.

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Nostro figlio, non verbale con sindrome di Down, frequenta la seconda elementare. Da circa un anno utilizziamo per comunicare con lui la comunicazione aumentativa, preparando il materiale con un apposito programma. Attualmente il materiale lo preparo io a casa, poiché la scuola è sprovvista del programma. Ho chiesto alla dirigente che la scuola lo acquisti. Risposta….non ci sono i soldi.
Esistono dei fondi extra che la scuola può richiedere e a chi?
La scuola è nella posizione di dover avere il programma per permettere alle insegnanti di preparare il materiale scolastico adeguato?
Ovviamente se non si sblocca niente acquisteremo il programma e il computer a nostre spese, anche se non mi sembra corretto nei confronti di tutte quelle situazioni in cui le famiglie non hanno questa disponibilità economica.

I fondi ci sono. La scuola deve rivolgersi al CTS della sua provincia.

CTS = Centri Territoriali di Supporto, ossia scuole polo che si occupano delle tecnologie per gli alunni con disabilità.

A seguito del DL 63 del 2017, ogni anno vengono stanziati 10milioni di euro a questo scopo.

Serve un banco apposito e libri di testo adattati

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Il mio bambino più piccolo inizierà la scuola primaria a settembre. Siccome ha una disabilitá motoria ed una grave ipovisione, il Centro di Riabilitazione Visiva dell’ Asl presso cui è in carico, ha effettuato una valutazione su che tipi di testi avrà bisogno e sul banco di cui necessiterà e mi ha dato una relazione scritta, che contiene tutte queste specifiche, da dare a scuola, cosa che ho prontamente fatto. È corretto che ora deve essere la scuola ad attivarsi con il Comune perché acquistino il banco e con l’apposita biblioteca perché si provveda a modificare i testi scolastici ad hoc? Io ho rammentato in segreteria ed alle future insegnanti che occorre fare un po’ in fretta, o si rischia che il bambino non avrà il libro per settembre…

Per i libri di testo ingranditi bisogna informarsi qual è l’ente che gestisce questo servizio nella vostra provincia. Il Centro di Riabilitazione Visiva dovrebbe saperlo, eventualmente informatevi presso l’Unione Ciechi locale.

Per il banco speciale la scuola dovrebbe sentire il CTS (scuola polo per le tecnologie e la disabilità) che ha fondi specifici, anche se legati a delle procedure che prevedono dei bandi.

Registrare le lezioni si può

Vorrei sapere se è possibile registrare le lezioni alle superiori perché mi hanno risposto che, per via della privacy, non è possibile.

Il garante delle privacy dice anche che “In ogni caso deve essere sempre garantito il diritto degli studenti con diagnosi DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) o altre specifiche patologie di utilizzare tutti gli strumenti compensativi (come il registratore) di volta in volta previsti nei piani didattici personalizzati che li riguardano”.

Vietando l’uso di questi strumenti la scuola commette un abuso. Faccia leggere agli insegnanti la pag. 21 dell’opuscolo “La scuola a prova di privacy“.