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È vedo che alle superiori si può avere l’assistenza educativa solo se il comune della scuola coincide con quello di residenza dello studente?

Mia figlia (cert. 104 art 3 comma 3) frequenta la terza media e si avvicina per lei il momento della scelta per la scuola superiore. Viviamo in provincia e lei vuole andare nel capoluogo. Ci è stato detto che in questo caso le verrà dato solo il sostegno (metà orario scolastico) e non l’educatore in quanto questo viene gestito dal comune. Ora mia figlia ha bisogno di copertura totale… Sarò costretta a mandarla per forza ad una scuola del comune di residenza?

No. Il comune di residenza deve provvedere all’assistenza anche se l’alunno frequenta una scuola fuori del suo territorio.

È un servizio destinato agli alunni, non alle scuole.

 

* A chi spetta l’assistenza?

Gg3

Secondo la normativa a chi spetta l’assistenza di base ( per gli spostamenti, igienica, ..) degli alunni disabili che ne hanno diritto? E l’assistenza per le comunicazioni e le relazioni? Mi può indicare la nuova normativa di riferimento?

L’assistenza di base spetta alla scuola ed è affidata ai collaboratori scolastici.

L’assistenza per la comunicazione rientra invece nell’assistenza specialistica, di competenza dell’Ente Locale.

La differenza è ben spiegata nella Circolare Ministeriale 3390 del 2001.

La normativa si basa prima di tutto sul contratto di lavoro della scuola.

Il DL 66/17 riafferma all’art. 3 c. 2/c l’obbligo dello Stato di fornire alle scuole i collaboratori scolastici per occuparsi anche dell’assistenza degli alunni con disabilità.

Ricordo infine che è compito e responsabilità del dirigente convincere eventuali collaboratori riottosi, non degli insegnanti e tanto meno dei genitori.

Scuola senza ascensore

Gk2

Sto scegliendo la primaria per la mia bambina di 6 anni con certificazione e gravità. La bimba si sposta in sedia a rotelle, negli spostamenti lunghi. Con deambulatore o per manina semisostenuta negli spostamenti corti (sempre accompagnata) e gattonando per il più delle volte negli spostamenti autonomi e di sua iniziativa. La scuola che ci interessa é una primaria statale che purtroppo non ha ascensore e presenta buona parte delle attività al prima piano…mensa, biblioteca, aula pc, classe prima. A noi l’ascensore potrebbe non interessare in quanto la bimba é costantemente in miglioramento e tra 7 mesi potrebbe anche reggersi maggiormente in piedi. Inoltre potrei fornire alla scuola un ulteriore sedia a rotelle da tenere di sopra così da agevolare gli spostamenti nei vari laboratori in piano. La scuola ha l’obbligo comunque di fornirsi di ascensore? Se si… chi dovrebbe provvedere alla spesa? Comune della scuola, comune nostro di residenza (che è diverso) oppure la scuola stessa? Possiamo noi genitori dichiarare che non serve l’ascensore al momento trovando appunto soluzioni alternative?

Le scuole devono essere prive di barriere architettoniche e l’ascensore va installato per consentire a tutti di accedere ai piani, non solo per sua figlia. Responsabile è il proprietario dell’edificio, ossia il comune in questo caso. Non ha nessuna importanza che lei risieda in un comune diverso perché, come dicevo, l’intervento è destinato a tutti gli utenti, anche quelli futuri, e non certo solo a sua figlia. In ogni caso sono interventi di ristrutturazione impegnativi, che richiedono tempi lunghi.

Se secondo voi questa scuola rappresenta la soluzione migliore per vostra figlia, avete diritto di iscriverla lì anche se non c’è l’ascensore, e non dovete dichiarare nulla. Sapete a quali ostacoli andrete in contro e, se pensate siano superabili, non ci sono problemi.

Ma in ogni caso prima o poi il comune le barriere le deve togliere. Meglio prima, ovviamente.

Non lo accettano nello scuolabus perché non è autonomo

Ge2

Mio figlio Fabio è autistico non autosufficiente, ha 11 anni e inizierà lunedì la secondaria di primo grado.
Abbiamo fatto l’iscrizione al trasporto scolastico. L’iscrizione è stata presa in carico e non è stata rigettata ma Fabio non potrà prendere lo scuolabus coi compagni perché non hanno un assistente a bordo e non c’è nessuno che possa accompagnarlo dal bus alla scuola e dalla scuola al bus.
Hanno chiesto di portare pazienza e di intraprendere un percorso per insegnare a Fabio a muoversi in autonomia per potergli permettere di utilizzare il mezzo da solo.
È legale tutto questo? Come devo muovermi per aiutare mio figlio?

Il trasporto degli alunni con disabilità prevede anche l’assistenza, se necessaria. Questa è di competenza del comune.

Il trasporto scolastico è un diritto garantito, che deve essere concretamente fruibile, non basta offrire un posto in pulmino a un alunno che da solo non ci può salire o che va sorvegliato altrimenti può farsi del male.

C’è anche una sentenza della cassazione del 2020 (non specifica sulla disabilità)

https://www.asaps.it/29823-oltre_all_autista_i_comuni_devono_garantire_un_accompagnatore_sugli_scuolabus.html

L’accompagnamento dallo scuolabus all’edificio scolastico, e viceversa, è invece di competenza della scuola, e va svolto dai collaboratori scolastici.

Deve pertanto muoversi su due fronti: raccomandata/PEC al sindaco per l’accompagnamento nel pulmino, al dirigente scolastico per l’assistenza dal pulmino alla scuola.

Il loro “sistema” non prevede alcuna esenzione in caso di disabilità.

Ge1

Il nostro comune, ufficio pubblica istruzione, dice che il loro “sistema” non prevede alcuna esenzione in caso di disabilità. Potrei avere i riferimenti di legge?

Il trasporto scolastico degli alunni con disabilità è gratuito. Veda qui i riferimenti normativi:

http://www.handylex.org/schede/trasportoscolastico.shtml

È obbligatoria la sezione sul Progetto Individuale?

Cb1

È obbligatorio nel PEI compilare anche la sezione “Raccordo con il Progetto Individuale”?

Il Progetto Individuale viene redatto dall’ente locale su richiesta della famiglia, e non è pertanto obbligatorio.
La sezione 3 del modello PEI prevede due voci.

La prima contiene ” Sintesi dei contenuti del Progetto Individuale e sue modalità di coordinamento e interazione con il presente PEI, tenendo conto delle considerazioni della famiglia” e si compila solo se il progetto effettivamente esiste ed è stato consegnato in copia alla scuola dalla famiglia.

La seconda ” Indicazioni da considerare nella redazione del progetto individuale di cui all’articolo 14 Legge n. 328/00 (se il progetto individuale è stato richiesto e deve ancora essere redatto)” nel caso appunto la famiglia l’abbia chiesto all’ente locale ma non sia stato ancora predisposto.

Se il Piano Individuale non è stato approvato e neppure è stato richiesto, questa sezione del PEI non può essere compilata. Eventuali osservazioni o indicazioni sulla necessità di interventi a livello territoriale si inseriranno in altre sezioni del PEI in particolare nelle sezioni 6 e 7 sul contesto e 9 sull’organizzazione generale dove ci sono anche alcune voci su interventi e attività extrascolastiche.

Assistenza specialistica del Comune e scuole paritarie.

Gm7

Il comune può rifiutarsi di fornire il personale di assistenza specialistica alle scuole paritarie dicendo che può farlo solo per le statali?

No. Le scuole paritarie fanno parte a tutti gli effetti del sistema nazionale di iscrizione e, a parte il diverso rapporto economico, gli alunni che vi sono iscritti hanno gli stessi diritti di quelli statali. Ricordiamo che il comune non fornisce supporto alla scuola privata, ma agli alunni con disabilità che la frequentano, che sono suoi cittadini residenti.