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Dobbiamo ammettere all’esame un’alunna con disabilità che per due anni di seguito non è venuta quasi mai a scuola?

Avrei necessità di un parere circa il caso di un’alunna con disabilità, con difficoltà di apprendimento, frequentante la terza media per la seconda volta, seguita per 6 ore settimanali da un’insegnante di sostegno. La ripetenza della terza classe è stata una scelta condivisa e fortemente voluta dalla famiglia, in quanto l’alunna all’epoca appariva ancora molto immatura, non pronta per affrontare il percorso alla scuola superiore. Ovviamente, prima che si deliberasse per la ripetenza, nei diversi incontri con la madre della ragazza, la scuola ha sottolineato che l’eventuale ripetenza avrebbe avuto senso solo se la ragazza avesse frequentato, migliorando così le sue scarse e precarie abilità sociali.
Gli obiettivi riportati sul PEI sono infatti riferiti all’inserimento e socializzazione e alla frequenza scolastica. Purtroppo anche quest’ anno non è andata meglio degli altri anni, anzi, siamo a 77% di assenze. Secondo lei dovremmo comunque ammetterla all’esame di Stato, considerato che ha già ripetuto?
In questo caso, considerato che difficilmente sarà in grado di sostenere un esame minimamente sufficiente, si può dare attestato formativo o solo per il fatto che è presente, avrà di diritto il diploma?

Se l’ammettete all’esame, lei si presenta e lo supera, consegue un normale diploma. DL 62/17 art. 11.

Sosterrà delle prove elaborate in base al suo PEI, per cui non dovrebbe essere impossibile un esito positivo dell’esame.

Sulla situazione che descrive con il 77%, di assenze per due anni di seguito, faccio fatica a esprimere pareri. Mi chiedo cosa ha fatto concretamente la scuola in questo periodo per superare il problema, considerando anche che siamo, suppongo, in obbligo scolastico.

Una terza ripetenza aprirebbe probabilmente la strada a un definitivo abbandono, anche perché i 16 anni, e quindi la fine dell’obbligo, si avvicinerebbero di sicuro.

C’è un progetto a medio termine su questa ragazza?

Certificazione DSA a pochi giorni dall’esame

A pochi giorni dall’esame conclusivo del 1° ciclo di istruzione, i genitori di un alunno che dovrà affrontare a breve l’esame hanno prodotto un certificato redatto dalla neuropsichiatra che attesta DSA. Nel certificato si specifica inoltre l’esonero alle prove scritte di lingua straniera. Ora, Le chiedo, anche a nome dei miei colleghi, come dobbiamo comportarci? Possiamo adottare le misure compensative e dispensative alla fine dell’anno per una certificazione prodotta così in ritardo sui tempi? Ci sono dei riferimenti normativi in merito?

Secondo l’accordo Stato-Regioni del 2012 sulle certificazioni DSA, per la prima certificazione, come nel vostro caso, non ci sono scadenze e quindi va accettata.
Ma di sicuro un nuovo certificato prodotto a poche settimane dall’esame può produrre effetti molto modesti rispetto alla personalizzazione degli interventi didattici.
In vista dell’esame ricordiamo che possono essere utilizzati gli strumenti compensativi “solo nel caso in cui siano stati previsti dal piano didattico personalizzato, siano già stati utilizzati abitualmente nel corso dell’anno scolastico o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame di Stato, senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte.” OM 741 /17 art. 14 c. 7.
Quanto alle lingue straniere, da verificare se si parla di esonero o di dispensa.
L’esonero dall’insegnamento della lingua straniera (NB: dall’insegnamento, non solo dalla valutazione) è deciso dal Consiglio di classe su richiesta della famiglia in caso di gravità del disturbo. Il certificato del npi può dichiarare questa gravità, ma non basta per l’esonero. DL 62/17 art 11 c. 13.
La dispensa dalle prove scritte di lingua straniera era prevista già dal DM 5669 del 2011 art. 6.

Esame Primo Ciclo: è possibile esonerare dalle prove scritte?

Sono una docente di sostegno e seguo un alunno della scuola secondaria di I grado con disabilità intellettiva di grado profondo (comportamento adattivo valutato secondo la scala Vineland inferiore a 1 anno e 6 mesi). Volevo chiedere i riferimenti normativi che regolano lo svolgimento dell’esame del I ciclo. In particolare, suppongo esista nel nostro caso la possibilità dell’esonero dalle prove scritte, ma non riesco a trovare la norma precisa.

DL 62/17 art. 11 c. 6 e DM 741 del 2017 art. 14. c. 1
Si dice che in questi casi la commissione predispone “prove differenziate idonee a valutare i progressi del candidato con disabilità in rapporto ai livelli di apprendimento iniziali.”Person
Differenziate in questo caso significa semplicemente differenti, o diverse, e non essendo specificate modalità o procedure minime da seguire, si intende che possono essere personalizzate liberamente anche rispetto al tipo di somministrazione, non solo ai contenuti.
Quindi delle prove ci devono essere (meglio più di una perché il DL usa il plurale e conviene prevenire contestazioni cavillose) ma non necessariamente prove scritte: vanno bene anche prestazioni di altro tipo, comprese attività di manipolazione, costruzione o altro, da documentare se serve, per lasciare agli atti, con delle fotografie.

Gli assistenti all’autonomia hanno diritto ad assistere all’esame?

Gli assistenti all’autonomia hanno diritto ad assistere all’esame di terza media dello studente che hanno seguito durante l’anno?

Premesso che l’esame orale è pubblico, e tutti hanno diritto ad assistervi, le prove vanno personalizzate in base al PEI e, se previsto, il presidente della commissione può certamente autorizzare anche il supporto degli operatori di assistenza per l’autonomia e la comunicazione, come indicato nel DM 62/17 art. 11 c. 6.

Grave disgrafia ed Esame di Stato: possiamo far sostenere tutte le prove oralmente?

If8

Un nostro alunno con legge 104 ha diversi disturbi tra cui una grave disgrafia. Quando prova a scrivere dei piccoli testi risultano poi totalmente incomprensibili e anche al computer fa tantissima fatica. Nell’esposizione orale è invece bravissimo e comunica in modo sciolto e senza alcuna fatica.
Siamo indecisi in vista dell’esame di terza media: vorremmo esonerarlo dagli scritti (italiano, inglese, spagnolo…) e fargli sostenere un esame orale corrispondente di volta in volta; è corretto o basterebbe il colloquio orale finale? Vorremmo ovviamente trovare la soluzione migliore per lo studente e fargli fare i cinque giorni di scritti al pari dei suoi compagni. Cosa consigliate?

È sempre preferibile (soprattutto per lui, ovviamente) fargli sostenere un esame il più possibile simile a quello dei compagni. Anziché esonerarlo dagli scritti è meglio predisporre prove in cui ci sia poco da scrivere, con molte domande Vero/Falso o a scelta multipla. Se ci sono domande aperte, può dettare le risposte a un insegnante che le scrive per lui oppure usare il computer, con un microfono, per registrare le risposte. Sono modalità alternative efficaci ma da valutare attentamente perché se il candidato parla ad alta voce bisognerà svolgere l’esame in una stanza a parte per non disturbare i compagni, e questo è spesso poco gradito.

Vanno in ogni caso personalizzati i criteri di valutazione dando maggior peso agli orali.

All’Esame di Stato del primo ciclo i candidati con disabilità in base al Dl 62/17 possono sostenere prove completamente personalizzate senza compromettere la validità dell’esame. La personalizzazione riguarda sia i contenuti che le modalità di somministrazione delle prove e può prevedere, se necessario, anche la totale sostituzione degli scritti con prove orali, ma se possibile è meglio evitarlo.

I tempi aggiuntivi possono essere considerati strumenti compensativi?

Ig6

Per un alunno con Bisogni Educativi Speciali, il tempo in più durante le verifiche può essere considerato una misura compensativa anziché dispensativa? In questo modo si potrebbe applicarla anche agli esami?

Più che tra gli strumenti compensativi e le misure dispensative, il tempo in più nelle verifiche rientra tra le modalità di valutazione. Se la domanda è legata al fatto che, in base alla normativa, per gli alunni con BES individuati dalla scuola agli esami è possibile utilizzare strumenti compensativi ma non si può dispensare nulla. Ricordo che questo limite vale solo per l’esame di Stato. Nelle verifiche intermedie si può intervenire in modo molto più flessibile e personalizzare sia modalità che criteri di valutazione; nulla vieta che vengano dati tempi aggiunti anche agli alunni con BES, o che vengano adattate le prove, o che si tenga conto maggiormente dei progressi o degli sforzi.

La normativa parla sempre di “strumenti” compensativi, mentre sono “misure” solo quelle dispensative. Ricordo la definizione che si trova nelle Linee Guida DSA del 2011: «Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria».
Considerare “strumenti didattici o tecnologici” dei tempi aggiuntivi è una forzatura che all’esame può essere contestata dal presidente di commissione.

Certificazione delle competenze anche ai ragazzi che non sostengono l’esame?

Ii3

La certificazione delle competenze alla fine della scuola secondaria di primo grado va rilasciata anche ai ragazzi che non sostengono l’esame?

Secondo il DL 62/17 art. 9 c. 2, la certificazione delle competenze è rilasciata al termine della scuola primaria e del primo ciclo di istruzione, quindi anche agli alunni che non si presentano all’esame e ricevono l’attestato dei crediti formativi.

Non si rilascia a quelli che non sono stati ammessi all’esame e ripeteranno l’anno perché per loro il primo ciclo di istruzione non è ancora terminato.

Se l’alunna non si presenta all’esame, cosa scrivere nel verbale e nel tabellone?

If7

Alunna con disabilità, ammessa all’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo (terza media), che però non si è presentata all’orale per motivazioni comunicate dalla famiglia. Nel verbale dell’esame può essere indicata regolarmente tra i licenziati, con la sola annotazione che riceve attestato di credito formativo (Dl. 62/2017)? Cosa si scrive nel tabellone?

Licenziato significa che ha conseguito il diploma. Nel verbale, dove non ci sono vincoli di privacy, si scrive che non ha sostenuto l’esame e ha quindi conseguito l’attestato. Nei tabelloni non deve risultare nessuna indicazione, neppure indiretta che possa fare riferimento alla disabilità. Si può scrivere “assente”, ma forse la via più semplice è quella di pubblicare solo i nomi dei candidati che hanno sostenuto l’esame.

Quale colloquio alternativo per una alunna con mutismo selettivo?

If6

Una ragazzina con mutismo selettivo, individuata come BES, può sostenere la prova orale in modo alternativo?

La nota MIUR 5772 del 4 aprile 2019 dice che è possibile usare durante le prove (non solo quelle scritte) strumenti compensativi se previsti nel PDP e se funzionali al loro svolgimento.

La commissione deve creare le condizioni affinché la ragazzina possa esprimere quello che sa anche nel corso del colloquio e gli insegnanti dovrebbero prevedere come intervenire in caso di blocco totale. Avere in questo caso un piano di intervento alternativo (testi registratori, immagini, power point…) è indispensabile.

Mi dicono che mio figlio, spettro autistico non verbale, non può ottenere il diploma di terza media.

If5

La scuola mi dice che mio figlio non può avere il diploma di terza media. Ha lo spettro dell’autismo e non è verbale usa il linguaggio dei segni e le pecs ovviamente fa un programma differenziato.

Suo figlio ha il diritto di sostenere l’esame e può benissimo ricevere il diploma. Eviti assolutamente di tenerlo a caso quel giorno, anche se glielo chiedono.

La Legge che regola gli esami del primo ciclo è il DL 62/17 che all’art. 11 c. 6 dice: “la sottocommissione, sulla base del piano educativo individualizzato[..] predispone, prove differenziate idonee a valutare il progresso dell’alunna o dell’alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali. Le prove differenziate hanno valore equivalente ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma finale.”

Suo figlio sosterrà l’esame utilizzando linguaggio dei segni e PECS, come ha sempre fatto.

Solo ai candidati con disabilità che non si presentano all’esame può essere rilasciato l’attestato.

Con l’esonero dalle prove INVALSI si ottiene la licenza o l’attestato?

If4

L’ alunno con disabilità che affronta l’esame di terza media con esonero dalle prove INVALSI ottiene la licenza o l’attestato?

L’attestato dei crediti formativi viene rilasciato solo agli alunni con disabilità che non si presentano all’esame. DL 62/17 art. 11 c. 5. Quindi anche per chi non sostiene la prova INVALSI ma si presenta all’esame ci sono solo due possibilità: o prende il diploma o viene respinto.

Novità per l’esame degli alunni BES non riconosciuti dalla L. 104/92 o 170/10?

If3

Cosa cambia con il DL 62/17 per l’esame degli alunni con bisogni educativi non riconosciuti dalla L. 104/92 o 170/10?

Gli altri alunni con BES non vengono neppure nominati dal DL 62 e questo ha portato all’inizio a una posizione molto rigida per loro, con l’esclusione di ogni possibilità di personalizzazione (nota MIUR 2936/18). Dall’a.s. 2018/19 è tornata la possibilità di utilizzare strumenti compensativi se previsti nel PDP ma solo per alunni con certificazione clinica (Nota MIUR 5772/19) escludendo quindi tutti gli alunni individuati come BES per motivi culturali o linguistici.
Gli studenti stranieri di recente immigrazione, per i quali è stato deciso di sostituire la seconda lingua comunitaria con l’insegnamento di italiano L2, sostengono solo la prova di inglese, non quella di francese, tedesco o spagnolo (DM 741/17 art.9 c. 4).

Novità per l’esame degli alunni con disabilità

If1

Cosa cambia con il DL 62/17 per l’esame degli alunni con disabilità?

Per gli alunni con disabilità la novità più rilevante riguarda l’attestato di credito formativo che viene rilasciato solo ai candidati che non si presentano all’esame. Tutti gli altri sostengono un esame in base al loro PEI e l’esito può essere solo o il diploma o la ripetenza.
L’esame riguarda gli insegnamenti impartiti e non deve quindi necessariamente prevedere tutte le prove.
Conseguenza ovvia è che di fatto solo con l’accordo dei genitori è possibile rilasciare l’attestato. Il problema riguarderà soprattutto gli alunni molto gravi per i quali è oggettivamente difficile organizzare un qualsiasi esame che può essere differenziato fin che si vuole ma che si deve per forza basare su prestazioni valutabili e intenzionali.