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Come insegnanti di sostegno dobbiamo assumerci ogni responsabilità nelle gite.

Ci è stato imposto di firmare una dichiarazione in cui noi insegnanti di sostegno ci assumiamo ogni responsabilità in caso di gite, esonerando la scuola È legale tutto ciò?

È una procedura scorretta e illegittima.

Le uscite didattiche sono organizzate dalla scuola e la responsabilità verso gli alunni, tutti gli alunni, disabili e non, è sempre della scuola. Solo in caso di abbandono o colpa grave ci si può rivalere sui singoli insegnanti.

Se il dirigente ritiene che non ci siano adeguate garanzie di sicurezza per l’uscita di un alunno con disabilità, interviene rivedendo l’organizzazione o, nel peggiore dei casi, prendendosi la responsabilità di decidere che l’uscita non s’ha da fare.

Una dichiarazione del genere è talmente illegittima che in caso di incidente non produrrebbe nessun effetto anche se venisse firmata, ma per evitare ogni sorpresa è sempre meglio non farlo.

Gita scolastica: serve il docente di sostegno anche se l’alunna è autonoma?

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Scuola Secondaria di secondo grado, alunna certificata art.3 comma 1, autonoma.
L’alunna partecipa ad una uscita programmata per Roma. In questo caso è necessariamente prevista la presenza del docente specializzato?

Nel momento in cui progetta un’uscita la scuola definisce autonomamente i bisogni di sorveglianza in base al numero di alunni, alle eventuali esigenze particolari, alla durata e tipologia del percorso ecc.

Nessuna norma impone parametri standard.

I bisogni di assistenza o vigilanza dello studente con disabilità vanno definiti caso per caso: qualcuno ha bisogno di un accompagnatore per lui, per qualche altro ce ne vogliono almeno due, ma per chi è autonomo, e in viaggio ha esattamente le stesse necessità dei compagni, non serve ovviamente nessuno, bastano i normali accompagnatori della classe.

Ricordiamo infine che quando si parla di accompagnamento non si intende per forza insegnante di sostegno: anche questo punto va definito e concordato caso per caso.

Somministrazione farmaci durante le gite.

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Vorrei sapere cosa prevede la normativa in tema di somministrazione farmaci (antiepilettico, insulina, per asma …) sia durante l’orario scolastico che durante le gite per minori di anni 14. È corretto chiedere la presenza del genitore durante le gite perché nessuno si è reso disponibile alla gestione dei farmaci? Cosa possiamo fare noi genitori per garantire l’inclusione dei nostri figli?

I viaggi di istruzioni rientrano nelle normali attività didattiche e la scuola deve organizzarsi per consentire a tutti di partecipare. Per i farmaci si applicano le stesse procedure dei normali giorni di lezione: la scuola si organizza affinché qualcuno del personale scolastico venga opportunamente formato e, una volta definite le condizioni affinché non venga caricato di responsabilità improprie, accetti di prendersi carico del problema. Scaricare tutto sui genitori non è di sicuro corretto.

È vero che un singolo insegnante può rifiutarsi di somministrare farmaci, ma la scuola nel suo insieme, intesa come istituzione scolastica, deve “garantire” il diritto all’istruzione e individuare una soluzione. La questione è organizzativa e pertanto il primo responsabile è il Dirigente Scolastico.

Escludere da un viaggio all’estero un ragazzo con problemi di comportamento

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È corretto escludere un ragazzo frequentante la scuola secondaria di secondo grado dal viaggio di istruzione all’estero in quanto DOP e cosa dovrebbe fare la scuola per lui nel periodo in cui i compagni sono fuori. Sono una madre molto alterata.

Il viaggio di istruzione rientra nelle attività didattiche, equiparato ai giorni di lezione, e l’esclusione equivale di fatto a una sospensione, ossia a una punizione disciplinare.
La sospensione dalle lezioni va decisa dal Consiglio di Classe a seguito di gravi o reiterate mancanze disciplinari e deve fare riferimento a fatti precisi, non può essere data a titolo preventivo o con motivazioni generiche. Nel provvedimento di sospensione deve essere indicato anche cosa fa il ragazzo nel periodo di mancata frequenza.
Non è certamente semplice per la scuola accompagnare in un viaggio di più giorni un alunno con Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP). La partecipazione può essere inserita in un contratto educativo (“partecipi a certe condizioni”) che va però gestito e spiegato bene altrimenti il rischio che egli viva questo come un atto di ingiustizia nei suoi confronti, alimentando ulteriormente il suo atteggiamento oppositivo, è molto alto e il patto educativo va a rotoli prima di iniziare. Questa lettera della madre “alterata” mostra che purtroppo siamo già su questa strada.

Gli alunni con disabilità pagano la gita?

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Gli alunni con disabilità pagano la gita come tutti o hanno diritto a delle agevolazioni?

Nessuna norma si occupa di questo. La scelta è affidata all’autonomia della singola scuola ma in generale la disabilità, da sola, non è un motivo sufficiente per ottenere la partecipazione gratuita. 

In alcuni casi partecipa gratuitamente al viaggio un eventuale familiare accompagnatore (per non penalizzare la famiglia con una doppia quota) o chi ha difficoltà economiche, ma questo indipendentemente dalla disabilità. In ogni caso decide la scuola.

Possono esserci riduzioni o gratuità per l’eventuale parte della quota relativa all’entrata in musei, mostre o altro, oppure per i viaggi soprattutto se si usano mezzi pubblici. 

I genitori possono accompagnare in gita il figlio?

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I genitori possono accompagnare in gita il figlio con disabilità?

Nessuna legge vieta e nessuna legge obbliga. 

Nel momento in cui progetta un’uscita didattica, la scuola si deve organizzare in modo che tutti possano partecipare, prevedendo vigilanza e supporto adeguati anche per gli alunni con esigenze particolari. 

Non si può imporre ai genitori di partecipare per sorvegliare e accudire il figlio. Se, viceversa, sono i genitori che lo chiedono spetta alla scuola decidere: può anche rifiutare la loro proposta, se ritiene che l’intervento di supporto che è in grado di fornire sia adeguato e non serva altro.

L’insegnante di sostegno è obbligato ad accompagnare l’alunno nelle uscite?

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L’insegnante di sostegno è obbligato a partecipare alle uscite didattiche?

Le attività sono state decise dal Consiglio di Classe e impegnano tutti gli insegnanti in base alle esigenze didattiche o di sorveglianza. Ovviamente anche l’insegnante di sostegno, che fa parte a pieno titolo del CDC e quindi ha condiviso, si suppone, questa decisione. Eventuali impedimenti o difficoltà vanno fatti presenti in quella sede.

Non è automatico, né obbligatorio, che ad ogni uscita a cui partecipa l’alunno con disabilità sia coinvolto anche l’insegnante di sostegno: dipende dal suo grado di autonomia, da particolari esigenze di vigilanza, dagli obiettivi didattici, dall’organizzazione complessiva…  Se, progettando l’uscita, il CDC ha deciso che serve la sua partecipazione, e non ci sono state obiezioni, l’insegnante di sostegno deve esserci.

Chi deve accompagnare in gita gli alunni con disabilità?

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Chi deve accompagnare in gita gli alunni con disabilità? Ci sono norme che regolano il numero minimo di accompagnatori se partecipano alunni con disabilità?

Decide autonomamente la scuola, caso per caso, in base alle esigenze dell’alunno e alle risorse disponibili.
Il consiglio di classe quando organizza un viaggio di istruzione dovrà definire come si farà fronte alle esigenze di accompagnamento, assistenza o trasporto degli alunni con disabilità iscritti nella classe, in modo che tutti possano partecipare.
Su questo argomento c’è una vecchia circolare ministeriale del 1992 (n. 291) ma con l’autonomia scolastica non ha più nessun valore. Segnaliamo piuttosto una delle FAQ che si trovano nel sito URP del ministero (http://www.istruzione.it/urp/alunni_disabili.shtml ) che ribadisce l’autonomia organizzativa della scuola.
Da ricordare che il Modello di PEI Nazionale allegato al DM 182/20 prevede una specifica voce sull’organizzazione delle uscite didattiche (Sezione 9) dove va indicato quali sono gli interventi previsti per consentire all’alunno/a di partecipare alle uscite didattiche, alle visite guidate e ai viaggi di istruzione organizzati per la classe.