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È obbligatorio emanare il decreto per la costituzione del GLO?

Il Dirigente Scolastico deve emanare il decreto per la costituzione del GLO, anche dopo la sentenza del TAR?

La composizione del GLO è definita dall’art. 15 c. 10 della L. 104/92 modif. dal DL 96/19.

Oltre a membri di diritto (insegnanti, genitori, studente) ci sono anche “figure professionali” che devono per forza essere individuate, con nome e cognome.

Si può fare con un decreto del DS (come indicava il DM 182/20 annullato dal TAR), o un altro suo provvedimento, ma anche contestualmente alla convocazione. Ma va fatto.

Il GLO è un organo collegiale?

Chiedo conferma sulla natura del GLO come organo collegiale

No, non è un organo collegiale. È semplicemente un gruppo di lavoro.
Era definito in questo modo nella prima bozza di decreto, diffusa “clandestinamente” alla fine di agosto 2020, ma c’è stato il parere negativo del Consiglio Superiore della P.I. che il ministero ha accolto.

 

Un insegnante deve partecipare ai GLO anche se ha superato le 40 ore?

In riunione la referente inclusione ha detto che quest’anno si faranno tre GLO, cui tutti i docenti del CDC devono partecipare. Una insegnante (che ha 9 classi) ha risposto che se le ore le faranno superare le 40 obbligatorie per i CDC, lei parteciperà solo se adeguatamente retribuita. Ha ragione la collega?

La questione non è mai stata completamente chiarita dal ministero.

I punti certi sono:

  • – Tutti gli insegnanti sono membri del GLO e vanno invitati all’incontro. DM 182/20 art. 4 c. 7
  • – L’incontro del GLO è valido anche se non tutti i membri sono presenti. DM 182/20 art. 4 c. 4
  • – Nessuno può essere retribuito dalla scuola per partecipare a questi incontri. L. 104/92 art. 15 c. 10.

Secondo me tutto va necessariamente affrontato con buon senso e flessibilità.
Non possiamo pretendere che l’insegnante che ha nove classi sia presente a tutti gli incontri ma deve essere chiaro che è comunque “corresponsabile” per progetto di inclusione, anche se non partecipa fisicamente al GLO: si tiene informato, legge i documenti, concorre a compilare la parte disciplinare che gli compete… E se uno degli alunni con disabilità delle sue nove classi presenta problemi nelle sue ore, gli si chiederà di partecipare fisicamente almeno al suo GLO.

 

Quali parte del PEI vanno compilate nei tre incontri del GLO?

Quali sono le tempistiche di compilazione delle varie aree del nuovo pei da effettuare nei tre incontri durante l’anno scolastico?

Le sezioni da 1 a 10 vanno compilate tutte all’inizio dell’anno scolastico, a parte ovviamente quelle che non sono previste, come la 3 se non c’è, neppure richiesto al comune, il progetto individuale o la 10 nelle classi in cui non si rilascia questa certificazione.
Non si compilano le parti che si trovano alla fine delle sezioni 5, 7, 8 dedicate alla “verifica conclusiva degli esiti” che rientrano appunto nella verifica finale.

Nell’incontro intermedio si affrontano le sezioni (sempre quelle da 1 a 10) in cui il GLO ritiene necessario intervenire, per correggere o integrare.

Nell’incontro di verifica finale si compilano le parti delle sezioni 5, 7 e 8 dedicate alla “verifica conclusiva degli esiti” e l’intera sezione 11.

Sulla corresponsabilità educativa e le possibilità di decisione dei genitori

Vorrei fare una domanda: riguardo alla corresponsabilità educativa che con le nuove norme prevede che i genitori siano partecipi al programma scolastico del proprio figlio: può un genitore in disaccordo completo con il piano di lavoro fornito dalla ASL alla scuola, opporsi fermamente alla sua realizzazione con la convinzione che si stia facendo un danno grave? In caso i dubbi del genitore non siano ascoltati o presi in considerazione né dalla ASL né tantomeno dalla scuola, può il genitore “imporre” alla scuola la consulenza diretta di uno specialista della riabilitazione che possa collaborare con il sostegno per il bene del bambino? Parlo ovviamente del caso limite in cui la scuola e la ASL siano completamente oppositori alle rimostranze della famiglia.

Il concetto di corresponsabilità educativa, rafforzato dal DL 66/17, fa riferimento soprattutto all’assunzione di responsabilità congiunta di tutti gli insegnanti nella gestione del progetto educativo e tende a contrastare la diffusa pratica della delega ai soli docenti di sostegno o educatori.

Assumere delle responsabilità significa rispondere degli esiti delle proprie azioni, e questo è un punto fondamentale da tenere sempre presente.

Il problema che lei solleva non riguarda la corresponsabilità a livello di scuola ma, in generale, il problema di chi e come ha il potere di decidere sugli interventi educativi da attuare.

Queste decisioni sono prese dal GLO e formalizzate nel PEI. I genitori fanno parte del GLO e possono di sicuro esprimere la loro posizione, e se vogliono possono anche chiedere che partecipino all’incontro degli specialisti di loro fiducia. Dal punto di vista formale il parere di un genitore vale tanto quello dello specialista dell’ASL, ma alla fine il GLO deve arrivare a una decisione unica.

Ma non finisce lì! Quello su cui bisogna sempre insistere è la verifica degli esiti, ed è questo il punto chiave del concetto di assunzione di responsabilità.

Il piano di lavoro proposto dall’ASL deve prevedere il raggiungimento di obiettivi specifici, da verificare in modo il più possibile oggettivo, ed è così che si vede se la proposta è o non è valida. Questo è il punto su cui potete fare molto come genitori, prima verificando che gli esiti siano descritti in modo inequivocabile, poi esigendo una seria valutazione ed eventualmente un cambio di rotta, anche sostanziale.

I genitori possono proporre, ma non imporre, la consulenza di uno specialista di fiducia a scuola, ma la sua partecipazione al GLO non può essere impedita.

Le scuola deve necessariamente accettare il metodo della Comunicazione Facilitata, come chiede la famiglia?

Ragazzo in ingresso in prima superiore. Ha effettuato nel corso dell’anno incontri e permanenze nella nuova scuola affiancato dal proprio assistente e da quello che si pensava di assegnargli il prossimo anno. Adesso la famiglia presenta una richiesta per metodo WOCE  sostenendo che ha da poco visto una neuropsichiatra (privata) che le ha consigliato questo metodo.
Secondo la neuropsichiatra é nostro dovere accettare.
Preciso che la richiesta del finanziamento per il progetto di assistenza é stata già fatta e per il ragazzo si era previsto tutt’altro, in virtù dei mesi di lavoro fatti per accoglierlo.

La scuola non è tenuta ad applicare metodi specifici; l’intervento didattico-educativo è definito dal GLO del quale fa parte anche la famiglia che può fare delle proposte, ma non imporre le proprie decisioni.

Sulla questione della Comunicazione Facilitata a scuola (il WOCE è una variante della CF), sui problemi che crea e su come la scuola può difendersi da certe ingerenze, ho scritto qualche tempo fa un articolo che può trovare qui:

http://www.superando.it/…/comunicazione-facilitata-a…/

 

Alunni con orario personalizzato: devono risultare assenti?

Alunni disabili, entrano più tardi, escono prima per seguire terapie. La circostanza rileva ai fini della gestione delle assenze? Oppure determina la definizione di un orario personalizzato?
E poi …. chi decide che alunno con disabilità non ce la fa a fare 6 ore quotidiane e può uscire alle 13?

Le presenze/assenze degli alunni vanno sempre documentate nel registro di classe, che è un atto pubblico e formale da cui deve sempre risultare chi è presente a scuola e chi no.

Quando viene autorizzato un orario diverso, si esonerano i genitori dal chiedere ogni volta il permesso per entrare o uscire, ma nel registro di classe deve risultare che il tale alunno non c’è, anche eventualmente con un’annotazione permanente. Formalmente si tratta di assenze tant’è che nella secondaria vanno conteggiate ai fini della validità dell’anno scolastico (sono previste eccezioni, come è noto, ma il CdC deve dichiarare che la valutazione è possibile anche se il numero di assenze è elevato).

Le riduzioni di orario vanno sempre approvate dal GLO, soprattutto de determinate da valutazioni di opportunità (“non ce la fa a fare 6 ore”).

Nel vecchio GLHO non era prevista la presenza degli insegnanti curricolari?

Sono una studentessa del corso di specializzazione per le attività di sostegno e, leggendo il suo recente testo, sono venuta a conoscenza della recente costituzione del Gruppo di Lavoro Operativo introdotta dal DL 96/2019. Come lei fa notare, la composizione di tale gruppo, se ben rispettata, potrebbe rispondere ai problemi di delega e isolamento vissuti dagli insegnanti di sostegno. Pertanto mi chiedo: nel vecchio GLHO non era prevista invece la presenza degli insegnanti curricolari?

Secondo la L. 104 del 1992, art. 12 c. 5, alla redazione di DPF e PEI dovevano provvedere congiuntamente “gli operatori delle unità sanitarie locali e, per ciascun grado di scuola, personale insegnante specializzato della scuola, con la partecipazione dell’insegnante operatore psico-pedagogico individuato secondo criteri stabiliti dal Ministro della pubblica istruzione”.

Attenzione: il comma 5 dell’art. 12 è stato modificato dal DL 66/17 e non troverete questo testo nella versione in vigore indicata nel nostro repertorio della normativa alla voce L. 104/92.

Nonostante alcune circolari successive e, in particolare, le Linee Guida del 2009 avessero insistito sulla necessità di coinvolgere tutti i docenti della classe nelle varie fasi della progettazione educativa, era sempre in vigore la legge del 1992 che esonerava di fatto gli insegnanti curricolari da questo compito.

La situazione è quindi radicalmente cambiata con il DL 66/17, modificato dal DL 96/19, che ha formalmente istituito il GLO di cui sono membri tutti i docenti della classe, e ha anche modificato il comma 5 dell’art. 12 della L. 104/92.

È una delle novità più rilevanti di questa riforma dell’inclusione, conclusasi nel 2020 con il DM 182.

Il profilo di Funzionamento è redatto dal GLO?

Da noi il Profilo di funzionamento, secondo quanto previsto dal DM 182, viene redatto in un incontro di GLO: Che deve essere presente? Trattandosi di un documento Asl, chi deve partecipare all’incontro e come va verbalizzato? È veramente di competenza del GLO?

La redazione del profilo di funzionamento è regolata dall’art. 5 c. 3 e c. 4 del DL 66/17. Non c’entra nulla il DM 182, che riguarda solo il PEI.

È di competenza dall’Unità di Valutazione Multidisciplinare dell’ASL con la collaborazione dei genitori e la partecipazione di un rappresentante della scuola. Non compete al GLO né, tanto meno, ai soli insegnanti.

Mancano ancora tutti i provvedimenti attuativi previsti, a partire dal modello da utilizzare e dalle indicazioni sulle modalità operative specifiche, per cui non è possibile per adesso dire altro.

Il DM 182 dice che “Qualora, nella fase transitoria di attuazione delle norme, non fosse disponibile il Profilo di funzionamento, le informazioni necessarie alla redazione del PEI sono desunte dalla Diagnosi Funzionale e dal Profilo Dinamico Funzionale“. Art. 5 c. 3.

L’assistente sociale del Comune che sta predisponendo il progetto individuale può partecipare al GLO?

A breve ci sarà il GLO di mia figlia. Ho pensato che potrebbe essere utile la partecipazione dell’assistente sociale del Comune (molto in gamba) che sta predisponendo il progetto individuale ex L.328/2000. Posso chiedere al DS la partecipazione dell’assistente sociale?

Certamente sì. Può rientrare tra le figure professionali esterne alla scuola che interagiscono con l’alunno e se è in preparazione il Progetto Individuale la sua partecipazione è anche molto importante.

Ricordo che in base all’art. 6 c. 2 del DL 66/17, nella definizione del Progetto individuale è prevista la partecipazione di un rappresentante della scuola e che l’art. 7 c. 2/f dice che il PEI “indica le modalità di coordinamento degli interventi ivi previsti e la loro interazione con il Progetto individuale”.

Il GLO può essere convocato anche se non è ancora stato nominato l’insegnante di sostegno?

Il GLO può essere convocato anche se non è ancora stato nominato l’insegnante di sostegno?

In teoria sì perché nessuno è formalmente indispensabile, ma in pratica bisogna valutare qual è la scelta più opportuna. Approvare un PEI qualsiasi tanto per dire di aver rispettato i tempi, non ha molto senso, ma se il GLO ha al suo interno competenze e conoscenze adeguate può essere produttivo procedere anche senza insegnante di sostegno, anche perché non c’è nulla di immodificabile e si possono rivedere le decisioni prese quando si vuole.

È obbligatoria la presenza dell’alunno al GLO?

È obbligatoria la presenza dell’alunno al GLO? Siamo in una scuola media.

La sua presenza non è mai strettamente “obbligatoria”.

Nella sec. di 2° grado fa parte del GLO e va sempre convocato. Se non viene, risulterà assente.

Nella sec. di 1° grado la sua presenza non è prevista per legge ma non è neppure vietata. Se si pensa sia utile e opportuno, nessuna norma vieta di far partecipare anche lui.

Rinunciare al sostegno in corso d’anno: si può?

Gf2

Oggi la mamma di un alunno con disabilità ha detto di non volere più il sostegno perché ritiene che possa essere sufficientemente autonomo. La perplessità riguarda i termini (siamo in ottobre) in quanto la signora non ha detto niente nella verifica finale del PEI dell’anno scorso e non ha fatto nessuna dichiarazione formale di ritiro documentazione. Pertanto nella richiesta di organico è stata fatta la richiesta anche di alcune ore di un docente di sostegno ritenute necessarie. C’è un termine per il ritiro della documentazione oppure una famiglia può farlo in qualsiasi momento?

Gli organici della scuola, con relative assunzioni, funzionano come è noto per anno scolastico e non si dovrebbe cambiare idea in questo momento dell’anno.
Ma se la famiglia ritira formalmente la certificazione (è suo diritto farlo) non avete scelta: l’alunno non può più essere considerato con disabilità e di conseguenza non può più esserci il sostegno.
Se viceversa la certificazione rimane, per la scuola è ancora un alunno con disabilità ma gli interventi di personalizzazione possono essere liberamente calibrati, anche tenendo conto delle richieste della famiglia. Il GLO può decidere, ad esempio, di sospendere il sostegno mantenendo però alcune tutele nella valutazione e di decidere alla fine dell’anno se rinunciare a tutto definitivamente. In questo modo ci sarebbe il vantaggio, oltre che di poter ripristinare il sostegno in caso di necessità, di mantenere le ore alla scuola, da usare per altre situazioni, mentre con il ritiro della certificazione andrebbero restituite all’UST.
Un’ultima osservazione: come è diventato “sufficientemente autonomo”? Mi piace pensare per merito proprio del sostegno, ma questa scelta non dovrebbe essere vissuta come mancanza di riconoscenza: l’insegnante di sostegno dovrebbe avere il compito di lavorare affinché ci sia sempre meno bisogno del suo lavoro. Non è per nulla facile e, proprio per questo, complimenti a chi ci arriva.

Convocazione GLO e privacy

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Stiamo calendarizzando i GLO per ogni studente (ottobre e maggio). Volevamo inserire le date nel piano delle attività. Tuttavia visto che i GLO si riuniscono per ogni studente con disabilità e in una stessa classe ci possono essere più studenti con PEI come possiamo tutelare la loro privacy e dare allo stesso tempo una comunicazione chiara agli insegnanti?

I GLO sono costituiti per definire il PEI dei singoli alunni con disabilità: non c’è rischio di violare la privacy perché ogni alunno ha il suo GLO e vi partecipano solo i suoi genitori e gli specialisti che interagiscono con lui.

Se in una classe ci sono due alunni con disabilità, vanno convocati due distinti GLO.