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Istruzione parentale solo per una parte dell’anno scolastico

Buongiorno, è possibile chiedere istruzione parentale solo per parte dell’anno (esempio: da ottobre a novembre)?
Altrimenti è possibile richiedere istruzione parentale ad anno iniziato (esempio: da febbraio a giugno)?

Scegliendo l’istruzione parentale i genitori ritirano il figlio da scuola e dichiarano di assumersi la responsabilità di fornire in proprio l’istruzione prevista per lui. In questo modo sono in regola con l’istruzione obbligatoria, ma troncano ogni rapporto con la scuola e alla fine dell’anno l’alunno dovrà sostenere un esame.

Assenze di pochi mesi non compromettono in ogni caso l’obbligo scolastico e non è indispensabile formalizzare l’istruzione parentale se si può giustificare l’assenza in qualche modo.

L’istruzione parentale si può attivare in qualsiasi momento dell’anno scolastico, ma prosegue normalmente fino a giugno, quando si sostiene l’esame. Per interromperla prima, e riprendere una normale frequenza, bisogna che i genitori chiedano una nuova iscrizione alla scuola (l’alunno è stato ritirato e non è più iscritto) e il dirigente può fargli sostenere l’esame.

La scuola propone l’istruzione parentale per problemi di fobia scolare

Può la famiglia di un bambino, che non ha nessuna certificazione ma attraversa un momento di blocco psicologico con crisi di panico per cui non riesce ad entrare in classe e per cui sta facendo terapia, pagare un professionista esterno per aiutare le docenti visto che la scuola non ha risorse da impiegare sulla classe già numerosa? La scuola ha detto di no e ha proposto l’istruzione parentale come soluzione ma né la famiglia né la psicologa credono sia la scelta migliore per il bambino

La scuola deve attivarsi per aiutare il bambino a superare il problema essendo responsabile del successo formativo di tutti i suoi allievi.

Trovo scorrettissimo proporre l’istruzione parentale, che in sostanza significa chiedere alla famiglia di arrangiarsi e togliere il disturbo. Con l’istruzione parentale il bambino cessa di essere considerato alunno della scuola, che quindi non ha più nessuna responsabilità su di lui e tutto ricade sui genitori. Troppo comodo per la scuola e probabilmente controproducente per il bambino che a scuola ci deve tornare per cui questa porta deve per forza rimanere aperta. Se la famiglia propone un supporto e la scuola lo rifiuta, si assume la responsabilità della decisione. Formalmente può farlo, ma deve motivare la propria scelta e proporre strategie alternative per affrontare il problema. Non può rifiutare le proposte dei genitori e sentirsi autorizzata a non fare nulla.

Va fatto un PDP per un’alunna DSA in istruzione parentale?

Gc11

La mia scuola ha un’alunna, con certificazione DSA, in educazione parentale. In questa circostanza è comunque giusto predisporre il PDP per lo studio domiciliare della suddetta alunna e per l’esame di idoneità alla classe finale? Inoltre, è corretto che la scuola ha il dovere di organizzare solo l’esame finale degli apprendimenti (per il passaggio all’anno successivo) e che non sono previste verifiche in itinere?

Se la famiglia ha scelto l’istruzione parentale, l’alunna è stata ritirata e non risulta più iscritta alla vostra scuola. Per voi insegnanti è ora un’estranea, e non potete intervenire in nessun modo sulle scelte e procedure didattiche, di esclusiva competenza dei genitori.

Non va fatto nessun PDP né nessuna verifica in itinere.

La famiglia deve sottoporre l’alunna a un esame annuale, ma non è detto che debba farlo presso la vostra scuola. https://www.miur.gov.it/istruzione-parentale

I genitori hanno diritto a ricevere i programmi in vista dell’esame finale?

Gc10

In caso in cui i genitori di un allievo con bisogni educativi speciali dovuti ad uno stato di ritiro sociale, facciano richiesta di istruzione parentale, hanno diritto a ricevere i programmi dell’anno in corso da far seguire all’ allievo in vista dell’esame finale?

Gli alunni in istruzione parentale sono stati ritirati da scuola, e non hanno formalmente nessun rapporto con quella che frequentavano in precedenza.

Possono sostenere l’esame annuale di idoneità presso una qualsiasi scuola, statale o paritaria, scelta dai genitori. Una volta che hanno scelto la scuola, prenderanno contatti con il dirigente o gli insegnanti per concordare come svolgere questo esame e certamente possono avere delle indicazioni sulle prove da sostenere, compresa una traccia dei programmi o eventualmente essere aiutati a reperirle se dovessero essere già presenti nel sito della scuola.

Quale esame per un alunno in istruzione parentale con disabilità?

Gc9

Se durante l’anno scolastico si decide per l’istruzione parentale di un bambino disabile (104 art.3 comma 3) che frequenta la classe 5 primaria, poi questo dovrà fare l’esame a fine anno scolastico? Se si, seguendo il bimbo un programma fortemente differenziato rispetto a quello curriculare, in base agli obiettivi minimi stabiliti da chi?

Tutti gli alunni che seguono l’istruzione parentale devono sostenere annualmente delle prove.

In caso di disabilità i genitori illustreranno alla scuola le attività personalizzate svolte e su queste, in base anche alla documentazione clinica prodotta, sarà organizzato l’esame.

Vedere il DM n. 5 del 2021; per il primo ciclo (scuola primaria e sec. di 1° grado) in particolare l’art. 3.

Si può fare istruzione parentale a 17 anni?

Gc8

I genitori possono non iscrivere il figlio di 17 anni, disabile grave, alle superiori scegliendo l’educazione parentale? L’alunno è attualmente in terza media.

Con l’istruzione parentale si riconosce ai genitori il diritto di non mandare i figli a scuola senza violare l’obbligo di istruzione. Ma l’obbligo scolastico termina a 16 anni e dopo questa età non si parla più di istruzione parentale perché non c’è più l’istruzione obbligatoria e i genitori possono quindi tenere in ragazzo a casa senza problemi.

Fino ai 18 anni rimane l’obbligo formativo, finalizzato al lavoro, ma in caso di disabilità grave si applica con molta flessibilità e di fatto si può derogare.

L’ istruzione parentale può essere interrotta durante il corso dell’anno?

L’ istruzione parentale può essere interrotta durante il corso dell’anno se cessano i motivi per cui è stata richiesta?

L’istruzione parentale si attiva normalmente per un anno scolastico intero.

L’alunno è stato ritirato dalla scuola per cui per essere riammesso va fatta una nuova richiesta di iscrizione al dirigente.

 

Mia figlia è in istruzione parentale ma la scuola mi chiede di fare l’iscrizione.

Gc6

Per mia figlia (autistica grave) ho scelto di avvalermi della possibilità dell’educazione parentale.  
È normale che l’istituto comprensivo (quello di zona più vicino alla mia abitazione) al quale ho presentato tale comunicazione, mi chieda di fare l’iscrizione? Non è un controsenso?

Può essere effetto di un automatismo amministrativo.

Non è ovviamente tenuta a fare l’iscrizione, ma ricordo che la dichiarazione sull’istruzione parentale va rinnovata ogni anno. https://www.miur.gov.it/istruzione-parentale

Istruzione parentale o domiciliare?

Ho ritirato i miei figli da scuola e ho comunicato che quest’anno farò istruzione parentale. Mia figlia fa la prima media e mio figlio fa la quarta elementare. Mio figlio ha usufruito del sostegno dall’asilo. Oggi mi ha chiamato la preside chiedendomi se sarei disposta a fare l’istruzione domiciliare per mio figlio. Io ho letto che può essere richiesta se il bambino è ricoverato in ospedale. Mio figlio ha fatto tanti ricoveri ma ora sta bene ed è a casa. Potrebbe frequentare, come ha fatto fino all’anno scorso, ma quest’anno faccio istruzione parentale per paura di possibile contagio. Posso rifiutare questa istruzione domiciliare? Per attivarla il bambino deve essere iscritto a scuola giusto?

L’istruzione domiciliare si attiva su richiesta dei genitori e con una certificazione medica in cui si dichiara che l’alunno, per effetto di una grave patologia, non può frequentare la scuola. Viene considerato sempre iscritto a scuola e sarà seguito, nei modi da concordare con la famiglia, dagli insegnanti della classe.

Certamente può rifiutarla, e del resto da quel che dice suo figlio non vi entrerebbe. Con l’istruzione parentale, che non richiede nessuna motivazione o certificazione, non avrete rapporti con la scuola e dovrete provvedere in toto alla loro istruzione. A fine anno sosterranno un esame.

I genitori chiedono sia respinto alla prova integrativa

Gc4

Un alunno iscritto in prima e al quale è stato assegnato un docente di sostegno, come durante la frequenza della scuola dell’infanzia, con copertura di 24 ore, non ha mai frequentato perché la famiglia si è avvalsa dell’istruzione parentale a casa. Ora l’alunno dovrebbe sostenere con noi maestre un esame per andare in seconda. I genitori vogliono che sia bocciato in modo da fargli frequentare la prima a scuola. Tutto ciò è corretto? Noi insegnanti come posso bocciare un alunno che si presuppone abbia seguito un programma differente (ma ovviamente non c’è alcun Pei) considerando che non ha seguito il programma istituzionale di prima e che se avesse frequentato certamente non avrebbe svolto il programma di classe?

C’è qualcosa che non torna: un alunno non può essere iscritto a scuola e contemporaneamente seguire l’istruzione parentale: le due scelte sono incompatibili.

Per prima cosa bisogna chiarire se siamo veramente di fronte a un caso di istruzione parentale o se si tratta invece di un’assenza prolungata (anzi: totale).

Nel primo caso per essere ammessi a una scuola statale o paritaria la legge prevede che bisogna sostenere un esame, ma nessuna norma specifica come va svolto in caso di disabilità. Senza questo esame il bambino non può essere ammesso in seconda e quindi di fatto basta che i genitori lo iscrivano senza presentarsi all’esame e va automaticamente in prima.

Se il bambino di fatto era iscritto, ma non ha mai frequentato, spetta alla scuola decidere sulla sua promozione in base agli elementi di conoscenza a sua disposizione.

La scuola vuole che firmiamo il PEI nonostante l’istruzione parentale

Gc3

Ho comunicato all’inizio dell’anno alla scuola il formale ritiro e l’attivazione dell’istruzione parentale per mia figlia di 7 anni con disturbo dello spettro autistico. La dirigente ci ha convocati per la firma del PEI anno di questo anno scolastico e anche di quello del prossimo anno 2021/22. Potrebbe dirmi, cortesemente a quale riferimento giuridico posso appellarmi, per non firmare il documento, visto che la bambina è seguita privatamente, e non ha mai frequentato la scuola pubblica? A giugno farà gli esami in un’altra scuola.

Ovviamente potete rifiutarvi di firmare, e non avete bisogno di nessuna giustificazione per farlo.

Per questa scuola voi siete dei privati cittadini, e ci sono anche rigorosi vincoli di privacy da considerare.

La scuola ha probabilmente nel suo archivio la documentazione sulla disabilità che avete a suo tempo consegnata. Può conservarla per giustificare in futuro, ad esempio, la richiesta dell’insegnante di sostegno per quest’anno se fatta prima della vostra comunicazione sul ritiro, ma non può più assolutamente utilizzare quelle informazioni per altri scopi, come la redazione di un PEI o addirittura, come sembra, la richiesta di risorse per l’anno successivo.

Se la scuola insiste, può essere opportuno coinvolgere l’Ufficio Scolastico Regionale. E ci può star bene anche una diffida formale.

Serve un PEI per una ragazza con disabilità che chiede l’idoneità alla seconda media?

Gc2

Può essere redatto un PEI per una ragazza con disabilità e livello cognitivo al di sotto della norma che si presenta per ottenere l’idoneità alla seconda media avendo aderito all’educazione parentale? Se si chi lo deve redigere? Oppure può essere redatto un PDP nel quale si evidenza la necessità di svolgere questi esami con prove equipollenti e l’assistente educativa presente?

Va redatto il PEI provvisorio se la ragazza termina l’istruzione parentale e l’anno prossimo si è iscritta da voi, ma sarà finalizzato alle risorse non all’esame di idoneità. Se continuerà con l’istruzione parentale non va redatto neppure quello.

Sia PEI che PDP sono documenti che descrivono gli interventi che la scuola attiva per i suoi alunni, ossia quelli che stanno frequentando.

Questa ragazza è in istruzione parentale e la scuola deve solo verificare gli apprendimenti, non progettare interventi.

I genitori chiederanno che la loro figlia venga sottoposta all’esame seguendo delle personalizzazioni, in base alla documentazione clinica allegata, che indicheranno loro (o insegnanti di loro fiducia) attraverso un piano didattico che può essere simile a un PEI (redatto però da loro) perché con l’istruzione parentale hanno dichiarato di volersi occupare da soli dell’istruzione della loro figlia.

In caso di istruzione parentale, l’insegnante di sostegno può essere impiegato a domicilio?

Gc1

In caso di richiesta da parte della famiglia di istruzione parentale per il proprio figlio con disabilità grave, è previsto che la risorsa insegnante di sostegno possa essere impiegata a domicilio? E l’assistente educatore?

No, non può essere impiegato a domicilio.

Scegliendo l’istruzione parentale i genitori hanno ritirato il loro figlio da scuola, dichiarando di essere in grado di gestire da soli la sua istruzione, e troncando ogni rapporto con la scuola stessa.

Per l’assistente bisogna sentire cosa dice l’ente locale, in particolare se è possibile convertire l’assistenza scolastica in assistenza domiciliare. Alcuni comuni lo fanno, altri no.

Nel suo caso temo sia stata spiegata male la differenza tra istruzione parentale e domiciliare. Se la decisione è stata presa per timore della pandemia, poteva tenere lo stesso il bambino a casa, senza rompere tutti i rapporti con la scuola. Ma può sempre cambiare idea: si informi.