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Nuove procedure di valutazione alla Primaria e alunni con disabilità

6 gennaio 2021

La novità più rilevante delle nuove procedure di valutazione nella scuola primaria è indubbiamente l’introduzione dei giudizi descrittivi ma anche le modalità di valutazione degli alunni con disabilità sono state modificate, per non dire stravolte. Di fatto ora alla primaria essi riceveranno un documento di valutazione diverso da quello dei compagni.

Fino ad oggi solo nella scuola secondaria di secondo grado, nel caso di programmazione differenziata, la loro pagella (chiamiamola così, che si capisce meglio) riportava una qualche indicazione che consentisse di capire che i voti sono riferiti al PEI e non agli obiettivi della classe. Nessuna differenziazione è mai stata fatta nel primo ciclo, tant’è che all’esame di stato finale la norma dice chiaramente che nel diploma non deve esserci nessuna annotazione in merito all’eventuale personalizzazione delle prove (DL 62/17 art. 11 c. 15).

Nella scuola primaria ora cambia tutto, con l’OM 172 del 4 dicembre 2020 “Valutazione periodica e finale degli apprendimenti delle alunne e degli alunni delle classi della scuola primaria” ma, soprattutto, con le linee guida allegate dove si dice che nel documento di valutazione devono essere indicati espressamente gli obiettivi, non solo la disciplina a cui sono collegati, per cui quello degli alunni con disabilità, riferito agli obiettivi del PEI, sarà per forza differente. Continua a leggere

Il bizantinismo pedagogico e la presunta distinzione tra individualizzare e personalizzare

Che differenza c’è tra personalizzazione e individualizzazione? Se qualcuno me lo chiede rispondo di solito con un’altra domanda: perché lo vuoi sapere? Se è per un esame o concorso solidarizzo, per forza, e in qualche modo cerco di dare una risposta. Necessariamente nozionistica, purtroppo. Ma se il dubbio viene da insegnanti semplicemente curiosi di sapere, dico: lascia perdere, pensa a cose più serie e non complicarti la vita per nulla.

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Kekeli Neva

All’interno del volume “Disabilità sensoriale a scuola” edito da Erickson nel 2015 è inserito, assieme a due miei capitoli di didattica, una breve presentazione di 4 pagine della scuola dei ciechi di Togoville dal titolo:
KEKELI NEVA. VENGA LA LUCE IN TOGO.
Una scommessa che si è rivelata vincente: puntare
sull’istruzione e la cultura per promuovere l’emancipazione dei non vedenti in uno dei Paesi africani più poveri
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Le tappe verso l’inclusione

Ho visto circolare rappresentazioni grafiche provenienti dall’estero, tradotte in modo molto semplicistico e poco rispettose della storia, e dei valori, della nostra integrazione.
I principi dell’inclusione sono condivisibili ma non possiamo accettare che venga spacciato per “nuovo” quello che in Italia si fa da decenni.
Spesso si chiama “inclusione” quello che noi abbiamo sempre chiamato “integrazione”; si chiama “integrazione” quello che non è altro che mero “inserimento”.

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Quegli improbabili dislessici famosi

Sembra che tra i personaggi storici la dislessia fosse molto diffusa: Carlo Magno, Giulio Cesare, Leonardo da Vinci, Isaac Newton, Galileo Galilei, Napoleone Bonaparte… tutti dislessici!

Gli stessi esperti che raccomandano di non emettere diagnosi affrettate perché, giustamente, non basta che un bambino legga male per dire che è dislessico, certificano la dislessia di persone vissute secoli fa sulla base di alcuni aneddoti o improbabili testimonianze, non importa se smentite da inoppugnabili evidenze, o se ai loro tempi neppure esistesse una scuola simile alla nostra e la quasi totalità della popolazione fosse completamente analfabeta.

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