Archivio della categoria: Articoli

Il bizantinismo pedagogico e la presunta distinzione tra individualizzare e personalizzare

Che differenza c’è tra personalizzazione e individualizzazione? Se qualcuno me lo chiede rispondo di solito con un’altra domanda: perché lo vuoi sapere? Se è per un esame o concorso solidarizzo, per forza, e in qualche modo cerco di dare una risposta. Necessariamente nozionistica, purtroppo. Ma se il dubbio viene da insegnanti semplicemente curiosi di sapere, dico: lascia perdere, pensa a cose più serie e non complicarti la vita per nulla.

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Kekeli Neva

All’interno del volume “Disabilità sensoriale a scuola” edito da Erickson, appena uscito, è inserito, assieme a due miei capitoli di didattica, una breve presentazione di 4 pagine della scuola dei ciechi di Togoville dal titolo:
KEKELI NEVA. VENGA LA LUCE IN TOGO.
Una scommessa che si è rivelata vincente: puntare
sull’istruzione e la cultura per promuovere l’emancipazione dei non vedenti in uno dei Paesi africani più poveri
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Le tappe verso l’inclusione

Ho visto circolare rappresentazioni grafiche provenienti dall’estero, tradotte in modo molto semplicistico e poco rispettose della storia, e dei valori, della nostra integrazione.
I principi dell’inclusione sono condivisibili ma non possiamo accettare che venga spacciato per “nuovo” quello che in Italia si fa da decenni.
Spesso si chiama “inclusione” quello che noi abbiamo sempre chiamato “integrazione”; si chiama “integrazione” quello che non è altro che mero “inserimento”.

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Quegli improbabili dislessici famosi

Sembra che tra i personaggi storici la dislessia fosse molto diffusa: Carlo Magno, Giulio Cesare, Leonardo da Vinci, Isaac Newton, Galileo Galilei, Napoleone Bonaparte… tutti dislessici!

Gli stessi esperti che raccomandano di non emettere diagnosi affrettate perché, giustamente, non basta che un bambino legga male per dire che è dislessico, certificano la dislessia di persone vissute secoli fa sulla base di alcuni aneddoti o improbabili testimonianze, non importa se smentite da inoppugnabili evidenze, o se ai loro tempi neppure esistesse una scuola simile alla nostra e la quasi totalità della popolazione fosse completamente analfabeta.

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